Terzo polo: intervista a tutto campo al candidato Domenico Mazza: «Rivoluzione e riscatto dell’Arco Jonico

Rossanese di origine il candidato Mazza vive lungo l’asse della Sibaritide e del Crotoniate da anni. Nel suo programma: lotta al centralismo che produce solo diseconomie, revisione del sistema sanitario e giudiziario, potenziamento delle infrastrutture Sibari-Crotone

   

L’ufficio stampa della segreteria politica del candidato al collegio uninominale di Corigliano-Rossano-Crotone ha formulato una serie di domande al candidato Domenico Mazza inerenti la campagna elettorale in atto.  

Chi è Domenico Mazza?

Domenico Mazza è un docente impegnato da diversi anni nel movimentismo civico. Ha fondato insieme ad altri amici il Comitato Magna Graecia, la sfidante idea progettuale che mira ad assemblare, in un unico contenitore provinciale, tutto l’ambito Crotonese e quello Sibarita con un doppio capoluogo. Corigliano Rossano a nord, Crotone a sud, le due realtà che dovranno guidare la nuova area amministrativa, riproposta oggi, anche, dallo Stato nel nuovo collegio uninominale Camera Co-Ro-Kr. Una nuova Provincia con oltre 400mila abitanti in grado di porsi in una posizione di pari dignità con i capoluoghi storici.  

Dove vive lei e la sua famiglia? 

Sono nato a Rossano, ho trascorso la mia infanzia a Longobucco per poi ritornare a Rossano (oggi Corigliano-Rossano) dove ho conseguito la maturità classica nel polo liceale “San Nilo”. Ho studiato all’Unical, conseguendo una laurea in scienze politiche nel 2003 con una tesi dal titolo: “Processi di globalizzazione e localismi, i casi di Reggio Calabria, Crotone e della Sibaritide”. Durante il percorso di studi universitari ho conseguito la maturità Magistrale in quel di San Giovanni in Fiore.  Dopo una lunga esperienza aziendale nel campo del marketing applicato alle moderne tecnologie della new economy, ho vinto un concorso a cattedra e dal 2016 lavoro nel mondo della scuola. Insegno a Rogliano, ma trascorro la mia vita tra Corigliano-Rossano e Crotone.  Abito a Montalto Uffugo per motivi di lavoro, ma risiedo a Corigliano-Rossano dove vive la mia famiglia. Condivido la mia vita con una ragazza crotonese e conosco ogni singolo scampolo del territorio che mi vede oggi Candidato a rappresentarlo. 

Quando ha iniziato a occuparsi di sociale e perché? 

Ho iniziato nell’estate del 2019 per hobby, ma la passione per le tematiche territoriali che propongo da sempre affonda radici sin dagli anni del Ginnasio. Già al tempo, infatti, maturavo le mie idee su un territorio ricco di potenzialità, ma spesso dimenticato: l’Arco Jonico Sibarita e Crotoniate.

Perché ha deciso di candidarsi nel terzo polo e perché da indipendente?

Mi è stata offerta un’opportunità da parte dei Rappresentati del terzo polo ed ho deciso di scendere in campo poiché ritengo di avere gli argomenti che potrebbero riempire di contenuti il nuovo collegio elettorale. Gli unici contenuti che potrebbero riportare a uno stato di agognata emancipazione una terra bellissima, ma calpestata da decenni di centralismo asfissiante che ha portato, ognuno per la sua parte, il territorio del Crotoniate e quello Sibarita a guardare altrove inibendo un futuro di prospettive basato sulla coesione territoriale. 

Cosa l’ha spinta a candidarsi? 

La possibilità di esprimere all’Elettorato i temi vincenti per ricostruire e rilanciare un ambito che da baricentro del Mediterraneo è stato reso una landa desolata e depressa da politiche non oculate ed asservite al deviato centralismo regionale.

C’è chi pensa che questa impostazione sia contro i Capoluoghi storici. È così? 

Mai detto né pensato. Abbiamo tuttavia, una visione di territorio diversa. La nostra è progettazione policentrica lontana da una logica accentratrice che produce disservizi e, soprattutto, diseconomie. Tutto viene deciso nei Capoluoghi storici: candidature, segreterie di partito, ripartizione di fondi, incarichi ai vari livelli (dall’associazionismo di categoria alle organizzazioni sindacali). La Sibaritide e il Crotoniate sono in sostanza colonizzati da Cosenza e Catanzaro. Occorre un lavoro di riequilibrio territoriale e un processo di pari dignità. Per poi lavorare insieme, in sinergia, senza scontri o sciocchi e inutili conflitti infarciti di campanilismo.

Cosa teme da questa campagna elettorale?

Assolutamente nulla. Anzi ritengo che potrà essere importante sensibilizzare quante più persone possibili su quelle che sono le mie idee progettuali al fine di proporre un progetto di rinascita economico-culturale-politico che restituisca lustro al territorio tutto, allontanandolo dai meandri della impalpabilità e dell’inconsistenza politica. 

Come vede l’elettore in questa campagna elettorale, e quali suggerimenti sente di dare?

Credo l’elettore abbia compreso che le scelte di tutte le compagini politiche non abbiano minimamente tenuto conto del livello di conoscenza che i rispettivi Candidati hanno del vasto territorio. Lo dico con rispetto nei confronti delle persone: il centrodestra presenta un candidato lametino che solo oggi si accorge che esiste l’Arco Jonio magnogreco; il candidato del centrosinistra non va oltre i confini di Cassano; la candidata del M5S vive nei palazzi romani, non ha mai mosso un dito per questo territorio ed ora si presenta pure a chiedere il voto. Alla sfacciataggine non c’è limite.  

Se dovesse essere eletto quale sarà l’agenda delle priorità?

 Revisione amministrativa dei confini provinciali calabresi, rilancio delle aree vaste così come previste dalla norma, apertura del contesto jonico Sibarita e Crotoniate a tutti i contesti che si affacciano sul Golfo di Taranto per la creazione di un’area metropolitana interregionale da Crotone a Gallipoli. Rilancio dei porti di Crotone e Corigliano-Rossano e reinquadramento delle Autorità di Sistema e gestione dei porti. Il nostro obiettivo dovrà essere quello di guardare a Taranto e non già a Gioia Tauro. Rilancio del discorso sanitario e creazione di un’azienda ospedaliera che assembli le strutture di Crotone, Corigliano-Rossano e Castrovillari, i presidi di montagna di Acri e San Giovanni in Fiore, le strutture dismesse o parzialmente tali di Cariati e Trebisacce. Scorporo della medicina ospedaliera dalla sanità territoriale per come gli ordinamenti in materia prevederebbero. Riportare i LEA (Livelli essenziali d’assistenza) alla media italiana. Il dramma dei LEA ci restituisce il territorio Sibarita e Crotoniate come quello peggio messo rispetto al resto della Calabria. Meno di 1 posto letto ogni 1000 abitanti rispetto agli oltre 2 posti letto presenti nel resto dei territori calabresi. Tale dato, e non è il solo, ci induce a parlare di Calabrie. La differenza rispetto al passato è che la Calabria Citeriore e quella Ulteriore hanno lasciato il passo ad una Calabria Tirrenico-Valliva che ha una parvenza di normalità ed una Calabria jonica del nord est che non conosce neppure il significato del termine normalità. Consorzi intercomunali, interprovinciali ed interregionali delle 53 Comunità rivierasche comprese tra il Crotonese ed il Gallipolese. Rilancio delle 24 portualità tra Le Castella e Santa Maria di Leuca con apertura alle vie del mare e ad un rapporto di intreccio turistico tra Calabria, Puglia e Lucania. Mobilità e rilancio infrastrutturale dei principali asset jonici: Aeroporto Pitagora, porti di Crotone e Corigliano-Rossano, nodo ferroviario di Sibari, completamento della statale 106 tra Sibari e Reggio Calabria, elettrificazione della linea jonica e velocizzazione AVR della tratta KR-TA, deviatoio di Thurio per connessione alla futura AV SA-RC. Naturalmente tutto quanto su esposto dovrà essere preceduto da una revisione dei Corridoi europei TEN-T Core (Principali). Il semplice riconoscimento del Corridoio TEN-T Comprehensive (secondarie), tra l’altro da sempre presente lungo la tratta TA-KR-CZ-Lamezia, non favorisce i completamenti infrastrutturali entro il 2030, ma trasla gli interventi al 2050. Al contrario, bisognerà battersi per il Corridoio Core, anche in funzione del fatto che gli interventi potranno essere eseguiti dall’Europa bypassando finanche lo Stato membro. Creazione di Contratti istituzionali di sviluppo su base territoriale e non comunale parimenti agli Ecosistemi della Innovazione per il rilancio e la rigenerazione dei siti industriali dismessi di Crotone, Corigliano Rossano e Taranto. Bisognerà creare riequilibrianche in rapporto al gettito di Stato sulle aree calabresi. Nessuno giustifica il perché realtà come Catanzaro e Cosenza abbiano rispettivamente 27mila e 18mila dipendenti nelle strutture amministrative a fronte di 80mila e 63mila abitanti. Tale dato scende, vertiginosamente, a 4mila e 3,5mila dipendenti nei casi di Corigliano-Rossano e Crotone, nonostante siano delle città di 75mila e 60mila abitanti. Purtroppo a tali squilibri nel settore amministrativo non sono seguite adeguate politiche di compensazione negli altri settori produttivi, primo fra tutti quello turistico, così come quello legato alla filiera agricolo-industriale green. Quanto detto ha generato e continua a generare una emorragia demografica dal territorio dell’Arco Jonico che si presenta ancor più deficitario rispetto le altre aree calabresi. Sarà necessario avviare processi di riequilibrio di gettito per consintire alle città di Crotone e Corigliano-Rossano di pareggiare il rapporto con i Capoluoghi storici. Questo favorirebbe un complessivo rilancio di tutto il sistema Calabria ed in generale del Mezzogiorno d’Italia.

 Il nostro è un territorio minato dalla criminalità, come combatterla?

 Solitamente la politica, per mancanza di coraggio, tenta di liquidare la delicata questione della criminalità con la solita formuletta del potenziamento di uomini e mezzi. Il che può anche starci, ma non risolve il problema alla radice. Credo che oggi, con l’innovazione tecnologica, sia importante puntare sulla professionalità degli investigatori. Basta con le assunzioni nel pubblico impiego quest’ultimo considerato uno stipendificio. È necessario catalogare le individualità per attitudini e competenze. Occorre poi, una riforma del sistema giudiziario che abolisca l’avanzamento di carriera per anzianità e introduca i principi meritocratici. Così come in Magistratura occorre intervenire individuando sistemi di responsabilità diretta nel caso di errori giudiziari. Infine, poiché l’area del Crotoniate e della Sibaritide sono colpite dalla malavita organizzata, chiedere l’attivazione di una sede distaccata dell’Antimafia nell’area della Magna Graecia.  

 Si chiedeva l’elevazione a Gruppo dei Carabinieri e a Distretto di Polizia lungo l’asse Jonico. Com’è la situazione tra Corigliano-Rossano e Crotone?

 La recente elevazione delle due ex Compagnie di Corigliano e Rossano a Reparto Operativo territoriale di Corigliano-Rossano ha portato in dote solo la figura di un Alto graduato. Al contrario, l’elevazione a Gruppo CC, cosi come in altri centri della Calabria (Locri, Gioia Tauro, Lamezia Terme), oltre la figura dell’Alto graduato avrebbe apportato un notevole numero di maestranze parametrato alla dimensione demografico-territoriale del nuovo Comune e del vasto ambito sottoposto a controllo. Parimenti dicasi per la figura del Primo dirigente per l’elevazione del Commissariato di PS di Corigliano-Rossano, cosi come già succede per i distretti di Lamezia, Siderno e Palmi. Bisognerà operare nella direzione di un riequilibrio dei corpi d’arma anche in funzione di una rinnovata geografia territoriale. Sarà necessario lavorare alla istituzione di Commissariati nelle realtà di Cirò Marina e Trebisacce. Andranno elevate alcuni Presidi CC da Tenenze a Compagnie. Tali operazioni dovranno essere, necessariamente, effettuate nei principali Centri silani e nell’area di Capo Rizzuto. Infine andranno riviste le dislocazioni sul territorio dei presidi di GDF, con la istituzione di un Nucleo nella città di Corigliano-Rossano.

 A proposito di giustizia, la Città di Corigliano-Rossano, a differenza di altri centri minori, non ha un tribunale. Cosa pensa di fare al tal riguardo?

Farò ciò che non hanno fatto altri durante le precedenti legislature. Lo dico agli pseudo moralisti pentastellati, leghisti, centrodestra e centrosinistra, che non hanno mai inteso dare vita a una operazione “verità” sulla chiusura dell’ex Tribunale di Rossano. L’amministrazione comunale di Castrovillari sta andando avanti nella direzione di ampliare l’attuale tribunale del Pollino, questo dato denota che qualcuno, anche autorevoli personaggi, ha mentito. Mi recherò personalmente presso il Ministero della Giustizia, chiederò l’acquisizione dei fascicoli, e dovranno dare conto di questa ingiustizia. Mi avvarrò dei poteri ispettivi di cui un Parlamentare gode. Per poi dare seguito a una istruttoria che preveda la riapertura dell’ex presidio di giustizia sulla base di un dolo subito. Agli errori si risponde con interventi riparatori non certo volgendo lo sguardo dall’altra parte.

È per un ritorno al finanziamento pubblico ai partiti?

 Si, a condizione che s’introducano dei filtri tali da evitare le degenerazioni del passato. Oggi il potere economico controlla e gestisce le candidature. Chi non ha le possibilità economiche resta fuori dai circuiti. Anche i sondaggi sono gestiti da poteri consolidati ben definiti. Questa non è democrazia. Basta osservare quanto accade in queste ore: siamo in regime di par-condicio e i media dovrebbero osservare le norme stabilite della legge, mi chiedo e Vi chiedo: perché si organizzano dei talk con candidati avversari dello stesso collegio che sul piano programmatico non hanno nulla da dire e rimangono esclusi altri? Qual è il criterio? Anche su questo, occorre intervenire con una riforma seria che coinvolga l’editoria.   

 Quali dei candidati avversari teme di più?

 Quando disponi di idee e contenuti elaborate ed esplicate nel tempo, e non già per occasioni elettorali, non temi assolutamente nessuno. Basta rileggere questa intervista per capire che altrove c’è il nulla. Anzi, ero ispirato nelle ultime ore a rivolgermi all’Agcom per violazione della par condicio, poi mi sono ricreduto: più parlano, più gli elettori conoscono i miei avversari, meglio è per me. Ho sentito affermazioni che denotano il livello politico-culturale dei miei candidati avversari del cdx, csx e M5s. Il candidato del Cdx riduce la figura del parlamentare al ruolo di portatore di interessi nei luoghi di potere; il candidato del csx, pensa di risolvere i problemi della sanità riaprendo gli ospedali di Cassano e Lungro; per la rappresentante del M5S addirittura l’alta velocità è arrivata a Sibari e nessuno ne sa nulla. Confonde il Frecciargento Sibari-Bolzano che è tutt’altra cosa dalle tratte AV. Questo è il contesto! Sta agli elettori decidere se mandare in Parlamento persone poco qualificate a rappresentare un territorio o, se al contrario, vestire di dignità la nostra terra.

Domenico Mazza – indipendente

Candidato Collegio camerale uninominale CO-RO-KR per la federazione Azione-Italia Viva.

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