Tarsia. Soddisfazione per l’operato dei lavoratori in mobilità

TARSIA – «L’opera dei lavoratori in mobilità del nostro comune è determinante e continua a portare ottimi risultati, non solo per il paese ma per l’intera popolazione». Ad affermarlo con non poca soddisfazione è il sindaco di Tarsia Roberto Ameruso il quale, in tema di bilanci, evidenzia come i progetti regionali siano stati “preziosi” per il proprio comune. L’ultimo accordo, risalente al novembre scorso e ancora in corso, ha determinato diversi passi in avanti su lavori che dovevano essere compiuti da diverso tempo ma che non si riuscivano a realizzare. Questo anche grazie al fatto che l’amministrazione tarsiana è riuscita a dislocare i lavoratori in mobilità in tutti i settori dell’ente, dalla manutenzione alla ragioneria, fino al settore sociale e a quello delle vigilanze.
«Abbiamo ottenuto un miglioramento dei servizi – afferma Ameruso – e per questo sento il dovere di fare un grande plauso a questi lavoratori che, è bene dirlo, hanno diminuito il carico di lavoro degli uffici stessi. Fra i risultati di immediata evidenza – aggiunge – c’è quello di una pulizia significativa di strade e cunette, cosa che incide notevolmente sulla sicurezza stradale e sulla incolumità delle persone».
Ma non è tutto. Infatti Ameruso tiene a sottolineare come sia stato importante l’intervento di questi lavoratori in Piazza Castello. «C’erano da fare dei lavori da oltre 30 anni – dice –, in particolare sulla pavimentazione stradale. Abbiamo inoltre evitato un problema che stava diventando complicato a causa delle radici dei pini, che avevano danneggiato la sede stradale e il parcheggio, e stavano insidiando le condotte delle abitazioni. Abbiamo tagliato questi pini “invasivi” e abbiamo provveduto alla piantumazione di altre piante con un apparato radicale ridotto, così da non danneggiare né le strade né le condotte delle abitazioni. Tutto ciò è stato possibile grazie all’impiego di queste maestranze, che hanno garantito un lavoro di alta professionalità ad un costo per la comunità pari a zero».

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