Stop drugs, attesa per fine novembre la sentenza di primo grado



È attesa per fine novembre/primi di dicembre la sentenza di primo grado per i soggetti coinvolti nell’operazione antimafia “Stop drugs”, portata a termine nell’ottobre del 2016 dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Catanzaro e dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria – Gico di Catanzaro. Nella giornata di ieri, dinanzi al Gup distrettuale di Catanzaro Paris hanno preso il via le discussioni finali nell’ambito del giudizio con il rito abbreviato. Il pm della Dda Saverio Vertuccio ha chiesto l’assoluzione per Scura, Polillo e Rizzo, avanzando per gli altri imputati richieste di condanna che vanno da 6 anni e 8 mesi a 15 anni. Tra queste, chiesti 15 anni per Salvatore Galluzzi e 14 anni per Francesco Sommario.

In questi giorni sono in corso le arringhe del collegio difensivo, alle quali seguiranno eventuali repliche prima dell’attesa sentenza di primo grado, che è prevista tra fine novembre e i primi giorni di dicembre.

Sono in tutto 24 i soggetti originariamente coinvolti nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Saverio Vertuccio, dal procuratore aggiunto Vincenzo Luberto, dal procuratore distrettuale antimafia Nicola Gratteri. Lo scorso 26 ottobre 2016 venne data esecuzione a 13 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip su richiesta della Dda di Catanzaro. Il tutto nell’ambito di due operazioni antidroga denominate “Stop Drugs ” e “Piccoli passi” condotte rispettivamente dai carabinieri e dalla guardia di finanza. L’attività di indagine trae origine da un’altra operazione antimafia avviata nel 2009 dal Ros (operazione “Stop”) che si è concentrata sulle attività della cosca Acri-Morfò nel settore degli stupefacenti. Nel dettaglio, le due operazioni, condotte in sinergia dai due organi di polizia, hanno consentito agli inquirenti di individuare i canali di approvvigionamento del narcotraffico e definire le modalità di “smistamento” sul territorio. Il business, secondo la tesi accusatoria, ruoterebbe attorno alla cocaina, all’eroina, alla marjiuana, all’hashish. E lo smercio avrebbe avuto luogo in piazze importanti della Sibaritide, tra cui Rossano e comuni limitrofi. A incastrare gli indagati l’utilizzo e l’impiego di intercettazioni ambientali e telefoniche. Tra le fonti di approvvigionamento anche la Francia.

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