Stasi: accertamenti selvaggi per gonfiare i conti

ROSSANO Gli accertamenti selvaggi solo per “gonfiare i conti”. Questa la durissima accusa di Rossano Pulita, che denuncia le “magagne della classe dirigente sulla pelle della città”.
Il riferimento è alle cosiddette “cartelle pazze” in arrivo in questi giorni, per le quali, tuona il consigliere Flavio Stasi “La responsabilità è totalmente della società cui è stato affidato il servizio di riscossione, e a cui è stato prorogato l’affidamento, che ha avviato una campagna di accertamento selvaggio con dati errati, in parte per crediti prescritti, e soprattutto senza tener conto del lavoro di depurazione dei dati che proprio gli uffici comunali hanno svolto in tutti questi anni, accogliendo i cittadini e riscontrando le circostanze di ogni situazione. Si tratta di un accertamento selvaggio ed irresponsabile da parte della società privata che gestisce il servizio, che però serve a qualcuno”.
E qui, secondo il consigliere di Rossano Pulita, entrano in scena gli amministratori: “Di certo avrà apprezzato – prosegue la nota – il sindaco facente funzioni, cioè l’assessore al bilancio, che nessuno ha votato (qualcuno lo voterebbe?) e che però fa il bello ed il cattivo tempo nell’ente ed il quale, grazie a queste entrate farlocche, spera di continuare a gonfiare bilanci ed anticipazioni di cassa: questo è il vero scopo di questa operazione piratesca ed irresponsabile…Del resto abbiamo notato in questi mesi la simpatia dell’ex assessore al bilancio della giunta Filareto (anche in quel caso non lo aveva votato nessuno) per la società che gestisce il servizio di riscossione, al punto da contraddire spesso quanto detto da Mascaro in campagna elettorale, e cioè che il servizio di riscossione andava internalizzato, uno dei tanti impegni che questa maggioranza ha dimenticato dopo l’esito del ballottaggio…A questo si aggiunge il dubbio che parte delle fantasiose motivazioni addotte in consiglio comunale da Candiano, proprio per difendere l’esternalizzazione, siano infondate. Per fugare tale dubbio, fiducioso nelle Istituzioni e nel rispetto che esse meritano, l’8 dicembre ho formalizzato una interrogazione al riguardo, con quesiti precisi. Il regolamento del nostro Consiglio prevede risposta in massimo 15 giorni, ne sono passati 40 ed ancora nulla.
In tutto questo i vituperati uffici comunali, che in questo caso – afferma Stasi – difendo pubblicamente, continuano a fare buona parte del lavoro che spesso viene persino sprecato da chi gestisce il servizio. ..
Il dato politico – conclude la nota – è che mi sono sbagliato: in campagna elettorale ho affermato che Mascaro sarebbe stato ostaggio del consigliere regionale Graziano. In realtà abbiamo consegnato l’ente nelle mani dell’assessore Candiano”.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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