SS 106. Catalano: Battaglia giudiziaria sull’isolamento della Sibaritide

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Corigliano Rossano – Ormai è battaglia “giudiziaria a suon di carte bollate” in difesa del territorio della Sibaritide e fascia jonica sempre ignorata dalle autorità governative e regionali non si ferma, anzi continua con maggiore determinazione. L’avv. Pasquale Catalano, dopo una lunga serie di diffide e petizioni popolari già approdate nei due rami del Parlamento e rimaste nei cassetti dal 2014 e senza risposta, su mandato di un cittadino di Rossano, tale C.P., ha riproposto la vertenza legale nei confronti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Regione Calabria, Provincia di Cosenza, ANAS, FS e Trenitalia, denunciando ancora una volta le gravi carenze infrastrutturali del luogo. La vicenda è stata nuovamente riproposta con un formale atto diffida del 19 marzo in cui si evidenzia che l’intera fascia territoriale jonica risulta carente di infrastrutture, trasporti e adeguate vie e mezzi di collegamento. Infatti, nonostante il lento ammodernamento della rete ferroviaria jonica, non sono stati ancora ripristinati gli storici treni a lunga percorrenza lungo la dorsale jonica (i famosi treni Crotone/Milano e Reggio/Bari-Crotone o Sibari-Roma), né le tratte di collegamento con il Frecciarossa di Metaponto o il Frecciargento di Paola, oltre alla mancanza di adeguate corse dirette per Cosenza e Castrovillari (priva di rete ferroviaria), salvo insufficienti corse sostitutive di pullman che non garantiscono lo stesso livello di celerità e qualità pari a quella dei treni, in una strada già di per sé intasata e precaria quale la SS 106 jonica. Questo territorio è rimasto quasi del tutto scollegato e staccato dalla Puglia e Basilicata ed è sprofondato in un inaccettabile isolamento dal resto d’Italia. Inoltre, dopo l’accorpamento del Tribunale di Rossano a Castrovillari, non sono state ancora istituite idonee e sufficienti corse di collegamento tra il territorio dell’ex circondario di Rossano e la sede del tribunale accorpante, con gravi disagi e insopportabili oneri finanziari per l’utenza e i professionisti, nonché per lo stato stesso. A ciò si aggiunge l’antiquato e ormai insostenibile sistema viario che collega i paesi interni della Sila e del Pollino e l’annosa questione della pericolosità inadeguatezza della strada statale 106, che ne fanno la quarta strada in Italia per incidenti e per numero di morti. La soppressione del Tribunale di Rossano e di altri presidi e uffici, l’ingiustificato ridimensionamento dell’offerta sanitaria ospedaliera e l’incuria in cui versano le poche infrastrutture rimaste isolano ancora di più la popolazione di questo comprensorio e della fascia jonica che si vede perciò privata di ogni servizio e diritto. Nonostante le diverse segnalazioni e denunce, non è pervenuta dagli organismi istituzionali nessuna concreta risposta ma solo chiacchiere. “I fatti narrati evidenziano una insopportabile e non più accettabile diseguaglianza tra i cittadini del territorio della Calabria del Nord-fascia jonica compresa, rispetto ai cittadini del resto d’Italia, con chiara ed evidente violazione dell’art. 3 della Costituzione”.

Con la vertenza legale intrapresa, a cui ne seguiranno altre dei tanti cittadini indignati, si chiede alle istituzioni di intervenire immediatamente e concretamente ordinando alle FS/Trenitalia di ripristinare le tratte di collegamento necessarie e agli enti in indirizzo di realizzare immediatamente dei piani di ammodernamento e di adeguamento dei servizi, nonché tutte le opere infrastrutturali necessarie ad attenuare le insopportabili diseguaglianze che creano disparità di trattamento tra cittadini, e non solo nei confronti dell’assistito C.P. Tale incresciosa situazione, nonostante i sacrifici e investimenti fatti, induce molti
residenti a lasciare la Calabria e questo comprensorio e a trasferirsi altrove, per ridurre le inesorabili maggiorazioni di spese e per garantire un futuro ai propri figli.

“Appare ormai evidente che la situazione di grave deficit infrastrutturale e di viabilità sta arrecando grave e irreparabile nocumento economico e sociale, nonché malessere, frustrazione e disagi sia al mio assistito che ai cittadini del territorio jonico e renderà inevitabile, in difetto di valide e concrete risposte, la proposizione di una nuova azione giudiziaria per il ristoro dei danni subiti e subendi dal cittadino assistito” dichiara l’avv. Pasquale Catalano (Comunicato Stampa).

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