Soppressione Inps Rossano, è mobilitazione

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Sull’ipotesi di soppressione dell’Inps di Rossano si mobilita la deputazione parlamentare calabrese. Prima firmataria Enza Bruno Bossio, e con lei altri sei co-firmatari. L’interpellanza è rivolta al ministro del lavoro e delle politiche sociali al quale si rappresenta che nei giorni scorsi il presidente dell’Inps Tito Boeri ha proposto di modificare «il modello organizzativo del Coordinamento generale medico legale dell’Istituto».
L’articolazione delle strutture medico legali dell’Istituto prevede 11 coordinamenti centrali presso la direzione generale, 20 unità operative complesse territoriali con funzione di coordinamento regionale, 86 unità operative complesse territoriali, 33 unità operative semplici territoriali, 5 unità operative semplici territoriali polispecialistiche, 28 unità imperative semplici non territoriali;
a seguito della riorganizzazione predisposta dall’Inps le UOC territoriali e le UOS vengono così di fatto, soppresse e conseguentemente vengono istituiti, solo a livello provinciale, i centri di coordinamento di livello 1 o 2, le UOS polispecialistiche e quelle non territoriali insieme alle UOC territoriali vengono soppresse (con una riduzione di 49 UO) e i servizi da queste prestati accentrati presso le sedi provinciali; tali disposizioni in Calabria si declinano con l’istituzione di 3 centri medico legali di coordinamento territoriale di livello 2 (Reggio Calabria, Cosenza e Catanzaro) e due centri medico legali di livello 1 (Crotone, dipendente funzionalmente da Cosenza, e Vibo Valentia, dipendente funzionalmente da Catanzaro); di conseguenza, viene soppresso l’UOS di Rossano e le relative visite verranno effettuate dal centro medico legale di livello 2 che opererà presso la sede provinciale di Cosenza; l’UOS di Rossano, ad oggi, serve una popolazione pari ad oltre 220.000 abitanti ed ha una competenza territoriale che si estende lungo l’alto Jonio, dalla provincia di Crotone fino alla regione Basilicata con numerosi comuni montani dell’area silana e albanesi; è quindi facilmente immaginabile quale siano le gravi ripercussioni in termini di disagio per i cittadini (soprattutto anziani, malati, bambini, disabili che poi sono quelli che più usufruiscono dei servizi dell’INPS) senza contare i lavoratori, come i braccianti (questa area è a forte insediamento di aziende agricole), che dovranno raggiungere Cosenza per la semplice visita di controllo a seguito di mancato riscontro alla visita domiciliare; la UOS di Rossano, nel periodo che va dal 1o gennaio al 13 dicembre 2016 ha validato 10.993 verbali di invalidità civile e 60.140 certificati medici, ha effettuato 4.673 visite di invalidità civile, ed i medici Inps hanno partecipato a 476 sedute presso le varie ASL del territorio. Per carico di lavoro, risulta essere in Calabria vicina a Reggio Calabria e Cosenza. Si chiede in sostanza quali iniziative il Ministro intenda assumere affinché l’Inps riveda il modello organizzativo avanzato sulla base di criteri più razionali che tengano conto di carichi di lavoro e delle difficoltà sociali e infrastrutturali dei territori interessati.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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