Una situazione esplosiva.Migranti, levata di scudi sul Sybaris Hotel

La “ questione migranti ” rischia di esplodere da un momento all’altro, mentre si sfiora lo scontro istituzionale tra enti locali e governo centrale. Da tempo la situazione appare drammatica, visti i continui sbarchi sull’intero territorio calabrese mai come ora così frequenti. A questo si accompagna la carenza di strutture dedicate all’accoglienza, quasi completamente sature e in alcune zone del tutto inesistenti. In una parola: insufficienti a garantire un servizio di cui, oggi, non si può fare a meno. Lo stato delle cose è destinato a peggiorare con la recente chiusura del Cas di Camigliatello che, in qualche modo, offriva ricovero ad alcuni dei tanti migranti giunti sulle nostre coste. Nel frattempo, di fronte a una emergenza che sembra destinata a non finire mai, nella Sibaritide si tenta di correre ai ripari. E mentre si paventano le “candidature” di altre strutture, anche nell’area urbana (dove non manca chi ha già fiutato il business), il Governo centrale ne ha già individuata una che potrebbe diventare Centro di accoglienza per immigrati. Si tratta del Sybaris Hotel, immobile confiscato alla criminalità organizzata anni fa e attualmente al centro di un progetto che vede la sinergia tra Comune di Cassano all’Ionio, Diocesi, Università della Calabria, associazione Libera e Miur. Progetto che ad oggi non è ancora entrato nel vivo, mentre l’Agenzia che gestisce i beni confiscati alla mala sembra avere tutte le intenzioni di disfarsene. Ed ecco spuntare la richiesta del Governo che, tramite gli Uffici territoriali, dopo aver censito alcune strutture della zona, ha individuato nel Sybaris Hotel una prima soluzione a una problematica che, d’ora in poi, sarà la costante di questo territorio. Un territorio che lo Stato ha già depauperato in vari modi, isolato e costretto ad arrancare, con tante potenzialità che, ancora oggi, restano inespresse. Da qui la forte reazione e la vera e propria levata di scudi che si sta registrando per evitare che il Sybaris venga destinato all’accoglienza degli immigrati. Circostanza, questa, che lo trasformerebbe, rileva il sindaco, in una vera e propria “bomba sociale”. Il futuro della struttura, ribadiscono gli amministratori, è tutt’altro. E Cassano fa già la sua parte in materia di accoglienza, con ben 1.463 cittadini stranieri residenti e ben integrati (ai quali se ne aggiungono altri 500 che vi si stabiliscono per periodi brevi e per motivi di lavoro) e portando avanti il progetto territoriale dei servizi di accoglienza integrata SPRAR per i cittadini di Paesi Terzi, richiedenti asilo. La delicata vicenda, che ha già fatto registrare la pronuncia unanime del consiglio comunale e una serie di missive inviate dal sindaco all’Agenzia nazionale per i Beni confiscati in Calabria e al Ministero dell’Interno, rischia di degenerare in un vero e proprio scontro tra istituzioni. Il primo cittadino non esita a stigmatizzare quanto verificatosi in occasione di una riunione in quel di Reggio Calabria, sulla quale ribadisce di non essere stato informato a dovere: «Il Sindaco di Cassano, democraticamente eletto – afferma Gianni Papasso – non è stato informato e coinvolto, facendo venir meno il ruolo che ogni Primo Cittadino riveste e che ha il diritto/dovere di esercitare quando si assumono decisioni che vanno a incidere sulla vita della comunità e, paradossalmente, vanificando il senso stesso delle consultazioni elettorali». Quindi, solo all’esito di tale riunione il sindaco ha appreso che il Prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, ha avanzato una manifestazione di interesse per la definitiva destinazione del Sybaris Hotel a Centro di Accoglienza per Immigrati.
Da qui la missiva al prefetto Umberto Postiglione con cui si richiede un incontro urgente. Richiesta avanzata, tramite telegramma, al prefetto Mario Morcone, del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, al quale si evidenzia il forte rischio di “disordini sociali” qualora la decisione presa non venisse revocata. Al grido d’allarme di Papasso si aggiunge quello dei sindaci delle città portuali “lasciati soli a gestire l’emergenza” e senza “alcuna effettiva collaborazione da parte dei territori limitrofi”. Anche in questo caso, da parte dei sindaci di Corigliano, Crotone e Vibo Valentia parte la stoccata nei confronti del Governo: «Sia meno formale il coordinamento delle istituzioni statali direttamente interessate, a partire dal ruolo delle Prefetture che non può essere relegato al solo controllo dell’ordine pubblico». Insomma, una situazione esplosiva che, giorno dopo giorno, rischia di degenerare. Intanto, tornando sul territorio cassanese, «istituire un Centro di accoglienza nella struttura dell’ex Sibarys Hotel – ha detto ancora Papasso – è una scelta infelice che di certo provocherebbe grave nocumento alla vocazione turistica dell’area. Una scelta che suscita grandi perplessità e preoccupazioni sia nella popolazione che nelle forze politiche che potrebbero sfociare in manifestazioni di protesta, con conseguenti ripercussioni sull’ordine e la sicurezza pubblica». A fondamento delle proprie tesi, il sindaco e l’intera Amministrazione comunale (attraverso la pronuncia unanime della civica assise) pongono l’esigenza di cercare una soluzione non pregiudicando «la realtà economica e sociale dei territori individuati per l’istituzione di centri di accoglienza. Questo, ha precisato, potrebbe accadere se l’iniziativa decisa nella recente riunione tenutasi presso l’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati di Reggio Calabria avesse un seguito poiché il turismo a Cassano All’Ionio è la principale valvola di sfogo per un’economia già di per sé dissestata a causa dei ritardi accumulati in anni di inadempienze e di mancate risposte, da parte delle istituzioni sovracomunali e per il bisogno di sviluppo e di crescita delle popolazioni residenti nella Piana più vasta e fertile della Calabria». Già. La pianura più vasta e fertile della Calabria. Che, ancora una volta, rischia seriamente di vedersi tarpare le ali.

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