Sibaritide: monta la polemica a Crosia sul dissesto finanziario |VIDEO



Monta la polemica a Crosia sulla dichiarazione di dissesto finanziario approvato dal consiglio comunale nei giorni scorsi. Lo scontro è tra presente e passato, tra la giunta Russo e i suoi predecessori che hanno governato la comunità nella fase antecedente al 2014. In particolare, le accuse a distanza sono tra il sindaco Antonio Russo e l’ex Gerardo Aiello, passato alla storia per avere dato vita alle demolizioni lungo la costa intorno agli anni 80. Tutto nasce dalle cause del dichiarato dissesto. Il sindaco Russo parte dal 2014 quando al suo insediamento dovette decidere se approvare un nuovo Piano di riequilibrio o dichiarare il dissesto finanziario, non essendo stato approvato dalla Corte il Piano di riequilibrio del 2013. All’epoca si optò per un nuovo Piano di riequilibrio. La Corte dei Conti, a distanza di ben quattro anni dalla scadenza temporale del Piano lo approva sostenendo la tesi secondo cui il Comune di Crosia aveva raggiunto gli obiettivi di risanamento finanziario prefissati nel Piano ma, allo stesso tempo, rileva che l’ente non ha quantificato il fondo di credito ritenuto di dubbia esigibilità, aumentato in maniera sproporzionato  in quanto sono diminuite le riscossioni dei tributi comunali (in particolare nel 2020 e nel 2021) a causa della grave pandemia. Situazione, questa, analoga a tanti altri comuni calabresi.

 

Conti alla mano, la gestione del 2021 ha prodotto un disavanzo di dodici milioni di euro, per mancate entrate tributarie ed extratributarie degli ultimi anni di circa 25milioni di euro. Una somma che pone l’amministrazione comunale a un bivio: o dichiarare il dissesto o varare un nuovo piano di riequilibrio. Il rischio è far gravare per un ventennio sui contribuenti una pressione fiscale elevata, mentre con la dichiarazione di dissesto la gestione è affidata a un Organismo straordinario di liquidazione che ha il compito di ripianare l’indebitamento pregresso, a riscuotere i crediti ed a pagare i debiti. Nel frattempo, l’amministrazione varerà il bilancio di previsione riequilibrato che dovrà essere approvato dal ministero dell’interno. Il sindaco Russo chiama in causa le precedenti amministrazioni, in particolare quella dell’ex sindaco Aiello ritenuta responsabile da Russo, della mole di disavanzo accumulata nella sua gestione. Per Aiello le responsabilità, invece, sono tutte in capo all’attuale amministrazione che governa dal 2014, con una parentesi dal 2005 al 2009. L’ex sindaco invita Russo a un confronto pubblico in piazza per dibattere sul tema in chiave di trasparenza. Russo, dal canto suo, accetta il confronto ma solo con chi riveste ruoli e cariche istituzionali. Aiello avanza la richiesta di «inviare gli atti del 2009-2014 alla Corte dei conti ed al Giudice ordinario, chiedendo il riesame e le eventuali responsabilità contabili dell’allora Sindaco Aiello. Poi gli atti della gestione 2014- 2022 per capire i motivi e le responsabilità della voragine del dissesto per 12 milioni e quella dei debiti fuori bilancio, non ancora del tutto definita, fino alla data odierna.

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