Sibaritide, Lps/Lsu: in piazza con i sindaci contro il Governo Draghi

La protesta di Amendalora

In piazza ad Amendolara per chiedere al Governo Draghi somme integrative al fine di prorogare i contratti di assunzione dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità in scadenza al 31 marzo 2021. Si tratta di contratti a tempo determinato che per lo Stato ha comportato oneri pari a 7,5 milioni di euro. Presenti molti sindaci dell’Alto jonio cosentino in rappresentanza di altrettanti comuni nei quali gli Lsu/Lpu sono ormai di fondamentale importanza. A presidiare l’area antistante l’ex hotel Grillo, gli amministratori di Amendolara, Oriolo, Canna, Nocara, Montegiordano, San Lorenzo Bellizzi, Castroregio, Alessandria del Carretto, Cassano, ed altri comuni dell’area Jonica e del Pollino. Circa un centinaio i presenti al sit-in.  A presidiare il corteo, gli uomini del commissariato di pubblica sicurezza di Castrovillari, i carabinieri, la guardia di finanza e la polizia locale. Lo scontro è con il Governo Draghi che continua a tentennare nonostante la ormai  prossima scadenza dei contratti. Ad organizzare il presidio il sindaco di Amendolara Antonello Ciminelli che nel condonare le condotte della Regione Calabria punta l’indice contro il Governo nazionale che avalla una condizione di «precariato istituzionalizzato».

Denunciata una forma di precarizzazione istituzionalizzata

Amendolara, in particolare, ha ben 39 Lsu/Lpu stabilizzati part-time a 16/17 ore. «Per arrivare a 18 ore, il Comune avrebbe bisogno di 82.000 euro. Mentre per una stabilizzazione full time a 26 ore, necessiterebbero addirittura di 400.000 euro all’anno».  Il 31 marzo scade il termine ultimo entro il quale gli Enti Locali dovranno procedere alla stabilizzazione. «Ma, nonostante questa proroga concessa, ancora non abbiamo capito – lamenta il primo cittadino di Amendolara – con quali soldi sia possibile una operazione del genere». Nei giorni scorsi il primo cittadino aveva inviato  una missiva alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero delle Economie e delle Finanze, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai sindacati, all’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) nazionale e regionale, alla Prefettura di Cosenza, in cui si rappresentava la problematica dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità. «È in atto una guerra tra poveri, dobbiamo costringere il Governo a risolvere in modo decido la vertenza. Chiediamo che le contribuzioni arrivino almeno a 26 ore». Si tratta di lavoratori che prestano attività negli enti pubblici da circa 25 anni, con stipendi bassi e, in questa fase pandemica, la disperazione si tocca con mano.

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