Sibaritide, irrigazione: boccata d’ossigeno per gli agricoltori: nuove pompe di sollevamento |VIDEO



Sibaritide: rete irrigua dotata di nuove pompe di sollevamento, quattro nuove e una acquistata lo scorso anno. Andranno a sostituire le vecchie ultradatate di oltre un cinquantennio. Boccata d’ossigeno per gli agricoltori della piana di Sibari che, lo scorso anno, in larga parte sono stati costretti anche a sobbarcarsi di spese per l’irrigazione dei campi a causa della rete fatiscente del consorzio di bonifica di Trebisacce. Quest’anno si è corso ai ripari con nuove pompe nella centrale idroelettrica di Insiti a Corigliano Rossano. «La scorsa stagione abbiamo avuto difficoltà ad acquistare nuove pompe perché erano irreperibili, afferma il presidente Marsio Blaiotta, quest’anno invece siamo riusciti nell’intento e i lavori sono già in corso. Purtroppo registriamo una carenza di acqua nella diga di Tarsia che potrebbe creare problemi. Auspico qualche pioggia abbondante in montagna, così da alleviare la siccità». Per comprare le pompe il consorzio è ricorso a fondi propri attraverso un’anticipazione, per poi rendicontare alla Regione: «Abbiamo pagato con le cartelle degli associati, conferma Blaiotta, la Regione Calabria non ha risposto alle nostre richieste. Il dialogo c’è, ma poco fruttuoso. Mi auguro che nei prossimi mesi la Regione possa intervenire, anche perché è proprietaria degli impianti. Credo che cambiare una pompa dopo 50anni di vita sia il minimo».

 

Attestati di apprezzamento al Consorzio giungono dal presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto che sottolinea come questo tipo di intervento sia a carico della Regione e non certo dei consorziati poiché si tratta di attività straordinaria. «I costi delle inefficienze dei servizi non possono ricadere sui nostri associati», avverte il rappresentante degli imprenditori, che tuttavia esprime compiacimento per le politiche portate avanti dal Governatore e dall’assessore al ramo proprio sui consorzi di bonifica. Molti produttori  ricordano i disagi dello scorso anno, aggravati dalla mancanza d’acqua nel sottosuolo il che rende impossibile realizzare i pozzi, a differenza di altri agricoltori che  i pozzi ce li hanno da tempo, e ciò gli ha consentito di  salvaguardare le coltivazioni. Un pozzo però «produce dei costi aggiuntivi, precisa un produttore: spesso siamo costretti a doppie spese, quelle del consorzio e i costi dei consumi di energia dei pozzi, dallo scorso anno incrementate di circa il 30%. Aumentano i costi e l’acqua diminuisce». Il presidente di Coldiretti Rossano Antonino Fonsi affronta il problema della siccità e della portata del Crati che si è abbattuta di circa il 50%: «Avere dell’acqua per i seminativi è importante per i produttori, incide sui costi e sulle spese».

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