Sibaritide, dopo Acri e Crosia anche per Rocca Imperiale si avvia l’iter della Zona rossa

Giuseppe Ranù – Sindaco di Rocca Imperiale

La Sibaritide si conferma terra ad alto rischio contagio, dopo l’istituzione della Zona rossa nei comuni di Acri e Crosia, anche la comunità di Rocca Imperiale si avvia al lockdown. Il piccolo centro dell’Alto jonio cosentino è in attesa dell’ordinanza del presidente della giunta regionale ff Nino Spirlì, così come ha confermato lo stesso sindaco Giuseppe Ranù che ieri, dalla sua pagina social, ha preannunziato il momento difficile che vive Rocca Imperiale. Sono stati contabilizzati 32 soggetti positivi. Il mondo della scuola venne colpito da un focolaio nel periodo delle festività pasquali, con qualche strascico nella settimana scorsa quando si decise per la chiusura di un plesso in via preventiva per uno screening di massa, ma la situazione è peggiorata nelle ultime ore a causa della diffusione del virus in un’azienda agricola. Tamponi effettuati giovedì scorso, ieri gli esiti.

Insieme all’Asp chieste misure stringenti

Per il sindaco Ranù  sono state settimane difficili: «Abbiamo lavorato per circoscrivere e contenere i contagi ma gli esiti dei tamponi odierni (ieri) sono drammatici. Tanti positivi tra coloro che erano già stati sottoposti in quarantena. Avevamo avvertito il pericolo la settimana scorsa al punto da sospendere le attività in presenza nelle scuole e conseguentemente disporre uno “screening di massa” della popolazione scolastica. Le misure antecedenti hanno evitato però che la situazione potesse risultare ancora più drammatica con conseguenze devastanti. La situazione attuale però non desiste dal peggiorare ed insieme all’Azienda sanitaria abbiamo ritenuto necessario invocare le iniziative più stringenti».  (Lacnews24.it)

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