Scuola senz’acqua. Stizzita replica della dirigenza. Si tace sul merito



via nazionale

Quando si va alla scontro per questioni di forma e non di sostanza, al fine di sottrarsi dal merito, la polemica diventa tanto inutile quanto sterile e  artificiosa. Nella giornata di ieri la nostra testata giornalistica ha diffuso una notizia dal titolo “Scuola lager, senz’acqua e pasti non graditi. Al Frasso spira aria di protesta”. Si grida allo scandalo per aver utilizzato metaforicamente il termine “lager” quale luogo di grave e forte disagio per dei bambini lasciati senz’acqua, con il conseguente mancato funzionamento dei servizi igienici, con tutto ciò che ne potrebbe conseguire sotto il profilo igienico-sanitario e per dei pasti non ritenuti adeguati alle esigenze dei bimbi. Dice ciò un gruppo di mamme, alcune delle quali ieri sono giunte in soccorso a scuola perché i propri figli avvertivano malessere per il fatto che non potevano usufruire del bagno.  Oscurare queste istanze – e non se ne comprende la ragione – si traduce in CENSURA. L’errore che, dunque, avrebbe commesso la testata è aver dato spazio ad alcuni genitori – della cui presenza la dirigenza pone persino dubbi –  che hanno inteso relazionarsi in forma riservata non come atto di viltà, ma nell’esclusivo interesse -in qualità di mamme -della tutela dei propri figli. Atto umano, spontaneo, che non cela retro interesse alcuno, ma antepone la sola necessità di risolvere un problema, su cui tuttavia si tace e non si entra nel merito. Un disagio, tra l’altro, di cui ne è vittima lo stesso personale scolastico (dirigenza, personale docente, amministrativo, ATA).  Ci risulta che questa mattina il problema sia pervenuto a soluzione, seppure provvisoriamente, poiché il guasto riguarderebbe le condutture. E’ dall’inizio dell’anno che manca l’acqua e si tampona, in alcuni casi,  con il servizio fornito dalle autobotti. Libera la dirigenza scolastica di agire come meglio crede sul piano legale, noi siamo abituati ad agire secondo coscienza.

In alcuni casi si  guarda il dito e non la luna e si va alla ricerca di pretesti per sviare l’attenzione dalla sostanza delle questioni. Come testata giornalistica abbiamo dato spazio alle istanze di cittadini che pagano le tasse e non tollerano i disservizi, soprattutto quando sono a scapito di piccole creature indifese e verso cui gli organi dello Stato sono tenuti a garantire tutte le attività di vigilanza a loro tutela.

La Direzione della testata giornalistica

L’ARTICOLO IN QUESTIONE

Corigliano Rossano – Genitori sul piede di guerra. Gravi disagi si rinvengono presso  la scuola primaria del Frasso, area urbana di Rossano.  Secondo quanto riferiscono talune mamme, l’istituto è senz’acqua da ieri. Bambini costretti un’intera mattina a trattenere i bisogni fisiologici perché i servizi igienici non funzionano. Un vero lager e tutto nel più assoluto  silenzio . E non è il primo episodio. Ancora una volta siamo stati costretti – denunciano i genitori – a prelevare anticipatamente i figli perché avevano urgenti necessità fisiologiche. E non sempre sappiamo ciò che accade perché in molte classi gli insegnanti non avvisano che manca l’acqua, se non quando il bambino sta male.  L’insoddisfazione invade anche la qualità dei pasti,  a volte sgradito. E se si eccepisce, l’alternativa è pasta in bianco, con tanto di divieto a portare condimenti da casa.

LA REPLICA DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

«Con grande stupore e delusione si è appreso quanto pubblicato online in data odierna dall’associazione Informazione & Comunicazione, con riferimento alla presunta “aria di protesta” che spirerebbe presso la scuola primaria Frasso. L’articolo che dà voce a talunemamme, che a loro volta si farebbero portavoce di altrettanti non identificati genitori sul piede di guerra, non solo si fonda su generiche affermazioni (peraltro non preliminarmenteriscontrate, per quanto di competenza, presso codesta Istituzione Scolastica), ma, cosaancor più grave, alimenta uno sterile clima di sospetti che va nella direzione opposta di ciòche dovrebbe costituire un’alleanza educativa scuola-famiglia.

Un articolo, inoltre, che etichetta il plesso Frasso come un lager: definizione ignobile emiserabile. Chi, celandosi nell’anonimato, ha osato accostare la scuola a un lager – e non siosi definirla una mera provocazione – ha commesso un gravissimo errore, ha lesoprincipalmente i bambini, nonché l’intera comunità educante. I lager sono teatri di punizionifisiche, torture psicologiche, abusi di ogni tipo, luoghi della spersonalizzazione.

Tutto l’Istituto Comprensivo Rossano 1, in particolare la scuola primaria Frasso, rappresenta ben altro e a nessuno è consentito lederne l’immagine: in proposito si stannovalutando le opportune azioni di tutela, nelle modalità previste dalla legge. Il personale scolastico è rimasto profondamente offeso e amareggiato: è vergognoso definire lager una scuola primaria inclusiva, con grandi meriti e straordinarie qualità, nella quale quotidianamente il personale docente e ATA opera con il massimo impegno e dedizione,anche oltre l’ordinario orario di lavoro, proprio per garantire ai bambini un’offerta formativa di qualità.

La crescita delle giovani generazioni è legata alle scuole, animate dalle energie e dallemotivazioni di chi le frequenta e di chi vi presta servizio con spirito di sacrificio. Famiglie eIstituzioni, insieme con la Scuola, cooperando, aiutano tutta la comunità a crescere».

Il Dirigente Scolastico Mauro Calafato

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