Scala Coeli. Il pic-nic di Legambiente ennesima conferma di ambientalismo di comodo

Il “pic-nic” Legambiente, anziché organizzarlo nel Comune di Scala Coeli, avrebbe dovuto concepirlo nel Comune di Cariati, magari nei pressi del depuratore comunale, laddove di recente i carabinieri forestali hanno posto sotto sequestro l’impianto di depurazione con le vasche non funzionanti e colme di fango classificato come rifiuto speciale, sprovviste di autorizzazione. Tutta attività che si svolge a meno di 150 metri dal famoso fiume Nicà, tanto difeso da Legambiente. Ma chissà perché sugli ambientalisti di comodo fa presa solo la discarica Pipino ricadente nel Comune di scala Coeli, mai interessata, contrariamente all’impianto di Cariati, a provvedimenti di sequestro né a prove documentali secondo cui la discarica privata produca inquinamento.

Oltre alla vicenda del depuratore, gli ambientalisti non si accorgono (o fanno finta di non vedere) che lungo gli argini del fiume Nicà e all’interno del letto dello stesso, sono presenti rifiuti speciali pericolosi (lastre di eternit abbandonate), inerti sversati abusivamente, frigoriferi, pneumatici di automobili e di mezzi pesanti, elementi che non dovrebbero sfuggire ad un ambientalista attento.

È la solita logica dei due pesi e delle due misure che, tuttavia, trova una sua motivazione in forme di speculazioni politiche che con l’ambientalismo sano, vero e sincero non hanno nulla a che vedere.

L’ultima recente manifestazione è l’ulteriore conferma, a più riprese ribadita, di come la protesta pseudo ambientalista sia, questa sì, contaminata da qualche presidente di circolo animato da velleità politiche di stampo personalistico sul solo Comune di Scala Coeli. Non si spiega altrimenti il silenzio assordante attorno al caso dell’impianto di depurazione di Cariati verso cui la magistratura e le forze dell’ordine sono autorevolmente intervenute anche a tutela dell’area cui Legambiente è sensibile e per la quale si batte da sempre ma, caso strano, solo per la zona ricadente su Scala Coeli!

Suggeriamo ai promotori di modificare lo slogan della campagna a cui si è dato vita di recente: è forse più appropriato denominarla “Liberiamo la Bio-Valle del Nicá dai fanghi del depuratore di Cariati e da tutti i rifiuti disseminati lungo e dentro il fiume” piuttosto che da un qualcosa che non c’è, ossia “la monnezza” presente forse solo nella testa di qualcuno che per mero carrierismo politico si ostina a cavalcare l’onda del populismo e della maldicenza, trascinando sigle e simboli, movimenti e associazioni, persone anche in buona fede, in una scalata che ha solo un fine: la corsa forsennata alla casa comunale di Scala Coeli.

UFFICIO STAMPA BIECO

(comunicato stampa)

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