Sanità. Verdi: Ospedale spoke Corigliano Rossano da elevare ad HUB

Corigliano Rossano – E’ ormai da tempo che il comitato Magna Graecia lancia l’idea di un ospedale Hub lungo lo jonio ed oggi il tema prende, fortunatamente, sempre più corpo. Di rilievo è il dato che assume la proposta nel movimentismo civico mediante l’Osservatorio permanente per la gestione e gli effetti della fusioni Corigliano Rossano. E, nelle ultime ore, la presa di posizione del parlamentare del M5S Francesco Sapia. Sul punto interviene Giuseppe Campana, commissario regionale della Federazione dei Verdi Calabria il quale ritiene la elevazione dell’attuale spoke ad HUB  “un punto di partenza condivisibile e, peraltro, in linea con le rivendicazioni vantate da questo territorio per una sanità migliore. Negli ultimi mesi, nella nostra Città, nuovi movimenti spontanei sono sorti, già prima della diffusione del virus Covid-19, e altri, invece, sono tornati in campo, con l’intento di manifestare a favore di una reale tutela del diritto alla salute nella Sibaritide. Anche noi Verdi, più volte, abbiamo sottolineato l’esigenza di una più efficiente struttura sanitaria nella terza città della Calabria. Più di recente, il Sindaco Flavio Stasi, da sempre sensibile al tema, ha inteso rappresentare l’interesse della città all’allestimento di una parte dello spoke di Corigliano-Rossano a Polo Covid-19, ciò, soprattutto, al fine di ottenere nuovo personale stabile e nuovi macchinari per il futuro.

L’esigenza di riorganizzare tutto il sistema sanitario jonico, alla luce dei recenti tragici fatti che per fortuna hanno toccato marginalmente il nostro territorio, diventa ormai urgente e improrogabile. Lo Spoke di Corigliano-Rossano deve diventare il centro nevralgico, e di eccellenza, della sanità della fascia jonica cosentina! Non possiamo, infatti, dimenticare che siffatta struttura serve non solo la città di Corigliano-Rossano, ma tutti i paesi della provincia che affacciano sul mare Jonio.

In questo senso, appare altresì necessario che le due strutture di Trebisacce e Cariati siano riaperte e rese funzionali, almeno per quanto riguarda i servizi sanitari di base e quelli di urgenza. La geografia sanitaria non può non prevedere una struttura completa di specializzazioni nel nostro territorio. A tal proposito, basterebbe una seria pianificazione dell’esistente: il Compagna e il Giannettasio, in attesa del completamento del nuovo ospedale, devono essere riorganizzati e rilanciati.

Come noto, la Provincia di Cosenza è una delle più vaste d’Italia, nonché una tra le meno servite sul piano infrastrutturale; è giunto, pertanto, il momento di garantire anche ai cittadini della Sibaritide reparti efficienti, medici specializzati e strumentazioni degne del mondo occidentale.

Non possiamo correre il rischio che il nuovo ospedale sorga sul deserto, dobbiamo invece lottare affinché il nuovo ospedale rappresenti il naturale completamento di un percorso già iniziato, anche per arginare il fenomeno dell’emigrazione sanitaria, quasi impossibile a causa dei limiti alla libera circolazione nell’intero Paese.

Dopotutto, mentre pazientemente attendiamo Godot, non possiamo dimenticare i diritti di un cittadino di Corigliano-Rossano sono i medesimi di un cittadino che vive a Milano”.

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