Sanità, cittadini-utenti tra disagi e “beffe”



Ancora una volta l’offerta sanitaria nella piana di Sibari nel mirino del Movimento 5 Stelle. In una nota del portavoce coriglianese, Francesco Sapia, si punta l’indice contro l’attuale organizzazione sanitaria territoriale capace solo di creare disservizi e proteste da parte degli utenti.
“Tutta la vasta area della Sibaritide – afferma Sapia – è diventata un grande deserto sanitario, per colpa o per pretesto del piano di rientro accumulatosi negli anni a causa di classi politicamente incapaci e poco attrezzate. La carenza cronica di personale sanitario è il grande e grave problema attuale, ma non interessa niente a nessuno. Ecco perché – è l’amara constatazione del M5S – il diritto alla salute è inesistente, e non si capisce se per colpa del commissario o della politica o di tutti e due. Ospedali scippati di reparti e attrezzature. Migrazione sanitaria alle stelle. Che vergogna.
Ed ancora più vergognoso il Cup presso l’Asp di Corigliano che è chiuso pensate da quasi un anno. Quindi disagi su disagi, il tutto avviene nel completo silenzio anche da parte dell’esecutivo Geraci.
Un esempio su quello che non va riguarda il caso di una nostra concittadina che dopo avere aspettato mesi e mesi a causa della lunga lista d‘attesa, arrivata alla data fissata per farsi visitate presso l‘Ospedale di Rossano, presso il reparto di otorino laringoiatra, ha potuto ricevere sola la visita medica, mentre quella strumentale non è stato possibile effettuarla perchè la tracheoscopia era rotta, e badate non da un giorno bensì dal mese di aprile.
Non funzionando questo apparecchio non è stato possibile approfondire e quindi poter approfondire il disturbo.
Ha quindi dovuto rifare la prenotazione per l’ospedale di Castrovillari e quindi passa altro tempo.
Tutto ciò è una vergogna perché non è possibile aspettare tanti mesi per poi giungere al giorno fissato e non potere effettuare gli esami richiesti. Badate – conclude Francesco Sapia – che qui stiamo parlando di salute, un diritto sancito dall’articolo 32 della Costituzione”.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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