Sanità Calabria. Sistema di urgenza, grave denuncia delle Associazioni di Volontariato



L’ATTEGGIAMENTO DELL’ASP DI COSENZA E DELLA REGIONE CALABRIA STA PER TRASCINARE IL SISTEMA DI URGENZA-EMERGENZA VERSO UN CATASTROFICO PUNTO DI NON RITORNO”

Dopo le numerose e incresciose vicende, gia lette, da mesi, in merito all’incuria dell’ASP di Cosenza e della Regione Calabria sulla questione sanità… eccoci, oggi, innanzi all’ennesima vergogna calabrese. Sono anni ormai che ASP e Regione Calabria si prendono gioco di chi, da anni, ha garantito con efficienza ed affidabilità il servizio di supporto al sistema di urgenza-emergenza 118. Negli ultimi mesi, in particolare, le associazioni di volontariato che espletano questo servizio, sono bersaglio di diffamazione da parte di chi ha sostenuto a gran voce che le stesse fossero colluse con gli enti locali. Accuse pesanti: ladronaggio, danno erariale, speculazione… Con queste parole i media ci hanno classificati come coloro che, a discapito dei cittadini, hanno tratto vantaggi economici rubando soldi e posti di lavoro, spremendo le casse dell’ASP con costi spaziali.

Non abbiamo sprecato tempo prezioso a contestare tali illazioni, rispondendo con tutte le nostre forze con il lavoro che ogni giorno svolgiamo; ma oggi lo scenario che si prospetta è talmente tragico che sentiamo il dovere di far sapere a tutti cosa sta accadendo. L’orrore di cui sono artefici i vertici della Regione Calabria e i vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, deve essere portato alla luce, perché non si tratta più di questioni amministrative… qui si gioca con la vita delle persone, e noi non possiamo permetterlo. È giusto che tutti siano a conoscenza delle vicende che legano ASP, Regione e Associazioni di Volontariato. 

Ecco una breve ricostruzione dei fatti:

Come già noto, le Associazioni di Volontariato da molti anni sopperiscono alle carenze della sanità calabrese occupandosi del trasporto dei pazienti in dialisi; nella Provincia sono centinaia le persone affette da insufficienza renale, che, per poter sopravvivere devono ricorrere alla dialisi. La Regione Calabria, ovviamente, non è assolutamente in grado di garantire il trasporto ai pazienti non deambulanti nonostante questa sia una terapia essenziale, senza la quale, non potrebbero sopravvivere. Le associazioni mettono a disposizione un numero enorme di mezzi di trasporto e personale, tramite una convenzione vecchia di anni; tale convenzione non viene rinnovata da almeno 5 anni, e, con la nuova regolamentazione regionale, a breve interromperanno il servizio di trasporto, di conseguenza, chi è affetto da questo patologia non potrà più usufruire della terapia “SALVAVITA”.

Arriviamo al sistema di urgenza-emergenza, anch’esso affidato in parte alle Associazioni di Volontariato; da diversi anni, infatti, le stesse hanno fornito mezzi di soccorso di efficienza elevata (rispetto al parco macchine dell’ASP che è paragonabile ad uno sfasciacarrozze), attrezzature sanitarie, personale dipendente e volontario altamente formato e qualificato.

Le associazioni attualmente consentono alla centrale operativa SUEM 118 di coprire n. 6 postazioni con volontari (Cosenza, Taverna di Montalto, Spezzano Sila, Castrovillari, Corigliano Calabro, Belvedere Marittimo), n. 1 postazione con infermiere (Cosenza), n. 2 postazioni medicalizzate (Lungro, Cariati), n. 1 postazione di trasferimento (Cariati). Oltre a quanto sopra, le Associazioni mettono a disposizione giornalmente, ulteriori mezzi di soccorso a “COPERTURA” di ambulanze dell’ASP disastrate che trascorrono più tempo in officina che in servizio, sopperiscono con mezzi e personale alle ulteriori chiamate di soccorso quando i mezzi aziendali non bastano, e innumerevoli trasferimenti in urgenza in tutta la Provincia.

Tutto ciò si rende necessario in virtù del fatto che l’Azienda Sanitaria, non dispone di mezzi idonei e personale per poter coprire tutte le postazioni.

In questi anni la centrale operativa Suem 118 di Cosenza guidata dal Dott. R. Borselli è riuscita a garantire grazie alle convenzioni stipulate con le Associazioni di Volontariato, ben oltre 50.000 soccorsi all’anno. Il sistema creato è invidiabile, tanto da essere citato come modello da altre Regioni; la sinergia che si è creata tra la Centrale Operativa e le Associazioni, ha garantito un livello assistenziale più che degno, una rete che funziona perfettamente e che ha garantito il diritto alla vita a centinaia di persone, in un territorio difficile e complicato come la Provincia di Cosenza, che è la quinta d’Italia per estensione e che conta 155 comuni coprendo il 44% della superficie calabrese (6.650 km/2). Nonostante tale efficienza, ad oggi, qualcuno vuole disintegrare questo sistema, per interessi politici?

Per negligenza? Per ignoranza? Non è dato saperlo, ma di sicuro sappiamo che a pagarne le spese saranno solo i poveri cittadini.

E questo “qualcuno” è talmente deciso ad affondare la nave, che è riuscito a far credere al Commissario Calabrese, che, con l’assunzione di 16 autisti avrebbe risolto il problema, omettendo di spiegargli però, quanto è complesso, il sistema 118, e quante risorse sono necessarie per poter garantire il livello minimo di assistenza, e soprattutto, si è dimenticato di dire quanto sia stato difficile in questi anni, riuscire ad organizzare tutto ciò senza il minimo supporto delle istituzioni….e per fortuna che, là dove, non ci sono state le istituzioni, si sono fatte avanti le Associazioni di Volontariato.

E mentre ASP e Regione giocano a rimpallo e cercano nuove collocazioni in vista delle regionali, la gente ci rimette la pelle. A seguito del commissariamento e con l’avvento del decreto SCURA, viene emanato un decreto regionale il DCA n. 141/2018 REGIONE CALABRIA, che disciplina le autorizzazioni sanitarie anche per le Associazioni di Volontariato.

Questo decreto ovviamente poneva dei termini; entro fine Giugno 2019 tutte le interessate avrebbero dovuto presentare istanza di accreditamento. A tale scadenza, le scriventi hanno presentato regolare istanza e sono rimaste in attesa di verifica. Il decreto prevedeva che entro 90 giorni dalla scadenza tutta la procedura sarebbe stata evasa. 

Ad oggi sono passati quasi 200 giorni e non c’è un solo impiegato della Regione che sia in grado di fornire spiegazioni, non sanno neanche loro stessi di cosa si sta parlando; il bello viene ora… al 31-12-2019 è scaduta la convenzione tra ASP ed Associazioni per il supporto al Suem 118, e nonostante noi fossimo intervenuti già da molti mesi, si è arrivati alla scadenza senza alcuna soluzione di continuità. In questi mesi abbiamo cercato in ogni modo di riunire un tavolo tecnico per evitare un blocco, data l’importanza del servizio, ma a nessuno è interessato.

Ci viene proposta una proroga sino al 12 febbraio 2020, e qui si sfiora il ridicolo: la Regione ci ritiene non idonei in quanto non accreditati (nonostante noi abbiamo presentato istanza e loro sono in ritardo di 6 mesi), l’ASP non intende procedere al rinnovo della convenzione in quanto non siamo autorizzati, ma ci firma una proroga di 45 giorni e continua a farci svolgere il servizio!

Come già detto, da mesi le Associazioni chiedono di incontrare i dirigenti per fare il punto della situazione, in quanto, al termine di questa “PROROGA”, la mancata stipula di una nuova convenzione comporterà il blocco del sistema 118, che dovrà operare in condizioni paralizzanti, con risorse limitate e la drastica riduzione delle postazioni di emergenza, senza ulteriori mezzi a cui attingere per interventi di urgenza.

Lo scenario è devastante.

Ancor più devastante è il gioco perverso tra l’ASP e la Regione che cercano ora di scrollarsi il problema dandosi la colpa a vicenda, ignorando di essere entrambi i responsabili di questo scempio.

La situazione attuale vede, da una parte una Regione Calabria, incapace di ottemperare ad un proprio provvedimento, un ufficio che pubblica una norma e non è in grado di eseguirla, e che è completamente cieca, o finge di esserlo, e ancor peggio che non è assolutamente a conoscenza di come funziona il sistema di emergenza; dall’altra parte un’ASP, che cambia direttore generale ogni 5 giorni e nessuno di questi è in grado di assumersi responsabilità; poi ci sono i politici di turno, che prima scrivono il codice del terzo settore e poi si dimenticano di rispettarlo, che spalleggiano soggetti il cui unico interesse è meramente personale, infangando il volontariato che, invece, opera nell’interesse comune.

A tal proposito, vogliamo chiedere a chi sostiene che le associazioni COSTANO, se avete una vaga idea di quanto costa il volontariato! Vi ricordate di quell’ART. che avete scritto e che ci da il diritto di stare in questo sistema?

Rinfreschiamoci la memoria

CODICE DEL TERZO SETTORE ART. 56

1. Le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, possono sottoscrivere con le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale, iscritte da almeno sei mesi nel Registro unico nazionale del Terzo settore, convenzioni finalizzate allo svolgimento in favore di terzi di attività o servizi sociali di interesse generale, se più favorevoli rispetto al ricorso al mercato.

2. Le convenzioni di cui al comma 1 possono prevedere esclusivamente il rimborso alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale delle spese effettivamente sostenute e documentate.

Riassumendo:

– La Regione ci chiede adeguamenti, noi li facciamo, però, per un loro inadempimento non siamo più idonei.

– L’ASP ci ritiene non idonei e non rinnova la convenzione di supporto al 118 pur sapendo che non è in grado di gestire al meglio il servizio, però, continua a farci lavorare finché gli conviene.

– I Politici che hanno scritto la legge in favore del terzo settore, favoriscono dipendenti pubblici che costano il triplo e cercano di buttarci fuori dal sistema.

E, in tutto ciò, le associazioni, che percepiscono solo il rimborso delle spese, e che per essere retribuite aspettano mesi e mesi, che devono fornire mezzi all’avanguardia e personale all’ASP altrimenti la gente in mezzo alla strada muore, anche se sono difese da una legge nazionale, vengono bistrattate dalla politica locale…..sono in malafede? Chi sono in realtà i furfanti?

E no! Ora basta, ora la Regione Calabria e l’ASP di Cosenza si prendano pubblicamente la responsabilità di far morire le persone, perché è questo quello che accadrà se non verrà sottoscritta una nuova convenzione.

Se ne prendano la responsabilità tutti coloro i quali, in questi mesi, si sono resi portavoce di chi inseguiva interessi personali arrivando a distruggere una delle pochissime cose che ancora funziona in Calabria, il sistema 118.

Venite a metterci la faccia, venite a dare risposte…

Sedetevi pure su quelle poltrone il 27 gennaio, ma lo farete con la coscienza sporca…

Che vedano tutti oggi, che vedano l’enormità di escludere tutta questa forza… tutte queste risorse, tutta la tecnologia che abbiamo apportato, vengano a vedere quello che siamo e ci vengano a dimostrare come basteranno 16 autisti.

Venite a spiegare a tutta la popolazione come siete riusciti ancora una volta a distruggere… venite a dirglielo voi cosa accadrà dal 13 febbraio, venite a dirgli che per colpa vostra potrebbe non esserci un’ambulanza disponibile per chi ha bisogno di aiuto… venite a dirglielo voi perché noi siamo stanchi di mettere le pezze alle vostre malefatte e pagarne sempre il conto, siamo stanchi di essere diffamati e denigrati nonostante siamo l’unica risorsa valida ed efficiente che vi sia rimasta.

Invitiamo tutta la popolazione, i Sindaci della provincia di Cosenza, a lottare con noi per difendere il nostro diritto alla salute, a non permettere che 10 postazioni di emergenza vengano soppresse, con il rischio di non riuscire a soccorrere tutti, o che centinaia di pazienti in dialisi, non abbiano più la possibilità di recarsi in ospedale per effettuare una terapia “SALVAVITA”. 

BASTA BUGIE! PRENDETEVI LE VOSTRE RESPONSABILITÀ!

Firmato: Le Associazioni di Volontariato Avas Presila, Nuova Croce Azzurra, Misericordia Cosenza, Giovanni Paolo II, Montalto Soccorso, La Misericordia di Amantea, Misericordia Trebisacce, Croce di Mira, A.V.A.M. onlus

Comunicato stampa

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