Sacal, dopo la bufera giudiziaria la Greco lancia l’allarme sul turismo



La bufera giudiziaria abbattutasi sulla società di gestione dell’aeroporto di Lamezia (Sacal) mette in allarme tutte le popolazioni della Calabria, in particolare della Sibaritide fuori dai sistemi di trasporto nazionale ed internazionali. Per una terra che vive di turismo, avere gli scali aeroportuali al collasso è segnale di ulteriore deriva. Ancor peggio se gli elementi di crisi sono accentuati da gestioni allegre frutto di corruzione. Il sindaco di Cariati Filomena Greco interviene sul punto con fare piuttosto preoccupato:“
Il nostro è un territorio abbandonato, che ora rischia di diventare ancora più isolato e povero. La situazione è drammatica e bisogna intervenire con celerità perché non ci siano ripercussioni importanti sul flusso turistico estivo”.L’amministratrice è da più tempo che si batte per creare un’unità politica tra le amministrazioni della costa jonica, allo scopo di difendere in modo più deciso il territorio e di scongiurarne il definitivo isolamento. “Questa zona della Calabria è già fin troppo penalizzata: non abbiamo strade adeguate, i treni sono stati quasi del tutto soppressi. Per turisti e lavoratori è incredibilmente difficile raggiungerci. Anche le imprese hanno difficoltà a rapportarsi con clienti e fornitori – spiega Greco – . La chiusura dello scalo di Crotone è stato un duro colpo. È necessario per il nostro territorio provvedere non solo all’immediata apertura ma anche, anzi soprattutto, a stilare un piano industriale credibile e di lunga visione. Non ci possiamo più permettere questo continuo alternarsi di periodi di chiusura e di apertura degli scali. Oltre ad avere conseguenze negative sui lavoratori, l’instabilità si ripercuote sulla qualità del servizio, sull’affidabilità che serve ai tour operator per organizzare i viaggi, e quindi sulla promozione e sulla valorizzazione del nostro territorio”. Ora, però, che potrebbe essere a rischio l’intero piano di gestione aeroportuale della Calabria, è necessario agire e agire in fretta. Bisogna essere uniti non solo sulla fascia jonica – insiste la Sindaca – , ma in tutta la regione. È fondamentale che la politica prenda le redini della situazione, che metta mano alla viabilità tutta. Senza infrastrutture, senza quindi la possibilità di collegarci con l’esterno, non potremo mai fare dei passi in avanti sul fronte dello sviluppo. I Comuni, le imprese, le associazioni fanno molto: si sacrificano, cercano soluzioni, spesso con risorse economiche ridottissime. Ma ogni sforzo diventa vano se poi accade che chi dovrebbe non interviene e lascia che la situazione precipiti più di quanto già non sia accaduto. Mi auguro – conclude – che la vicenda Sacal non avrà un impatto decisivo sulla Calabria. Ma è necessario che tecnici e politici non restino a guardare, in attesa di conoscere le evoluzioni giudiziarie. Dalle ultime notizie lette sulla stampa, mi sembra che si stia andando nella direzione giusta facendo in modo che immediatamente possa essere ricostituito un nuovo cda, formato da persone competenti nel settore, che possa lavorare in modo adeguato e responsabile per gestire il sistema di trasporti aeroportuali regionale”.
Il grido d’allarme coinvolge tutti: sindaci, organizzazioni sindacali, associazioni di categoria, movimenti, partiti. L’auspicio è che si assuma consapevolezza di quanto sta accadendo in Calabria ai vari livelli. Lo Stato arretra l’attenzione nei confronti di questa regione e molto è demandato all’iniziativa privata, già di per sé tartassata dall’elevata pressione fiscale. L’invito all’unità è l’unica via d’uscita per un territorio abituato alla eccessiva litigiosità e rissosità.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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