Rossano, uomo aggredito dall’ex moglie: come sono andati davvero i fatti

violenza

Valutare ogni ipotesi di danneggiamento e adeguatamente procedere. Queste le intenzioni di C.M., C.G. e C.M. che hanno incaricato lo studio legale dell’avvocato Ettore Zagarese di difenderli in merito ad alcune affermazioni diffamatorie apparse il 25 agosto scorso su tre testate online. I fatti, secondo i tre signori, non sono stati raccontati da chi ha denunciato alle autorità quanto accaduto per come si sono effettivamente svolti.
Le testate a cui si fa riferimento sono Rossano il Blog, che ha pubblicato un articolo dal titolo “Rossano. Non riporta la figlia all’ex moglie in orario. Picchiato a sangue”, il Crotonese, per la notizia “Trattiene il figlio oltre l’orario stabilito. Picchiato a sangue”, e Cosenza Channel, per “Rossano. Picchiato a sangue perché trattiene la figlia oltre l’orario stabilito dal giudice”.
I FATTI. L’accaduto raccontato ha avuto in realtà una dinamica diversa. C.M., genitore affidatario di una bambina, aveva accordato al suo ex marito il permesso di poter vedere la loro figlia in anticipo rispetto a quello che era stabilito come orario di visita. Lo scopo era di consentire ai due di trascorrere più tempo insieme, dal momento che l’uomo aveva improvvisamente manifestato la volontà di avvicinarsi a sua figlia, alla quale fino a quel momento non aveva dimostrato particolare attaccamento. Questo si evince dal fatto che, ad esempio, le omissioni di pagamento della contribuzione al mantenimento sono state spesso reiterate e le richieste di visita venivano fatte frequentemente in giorni e in orari non previsti, in modo del tutto confusionario.
Nonostante questo, la madre, per facilitare il rapporto tra padre e figlia, aveva acconsentito ad anticipare l’orario di visita. Trascorso il tempo stabilito, però, i due non rientravano e non erano rintracciabili: il cellulare della bambina risultava spento, quello dell’ex marito suonava invano. Preoccupatissima, C.M. ha allarmato suo padre, C.G., e il suo compagno, C.M.. Insieme hanno deciso quindi di avvertire le autorità. Sono trascorsi diversi giorni prima che l’uomo comparisse di nuovo. Di fronte alla propria abitazione, giovedì 24 agosto C.M. ha iniziato a sentire alcune urla. Ha riconosciuto la voce: era di sua figlia, la chiamava. Si è così precipitata in direzione di quelle grida. Ha trovato la piccola che piangeva seduta al lato del passeggero nell’auto del padre e quest’ultimo che non le consentiva di uscire. Non solo: la minacciava. Per impedirle di aprire lo sportello e scendere, ha iniziato a colpirla alla fronte, al polso e al dito destro della mano, provocando alla piccola serie lesioni. Le ha intimato che se avesse ancora provato a scendere, avrebbe preso le sue forbici da lavoro, che di fatto C.M. riusciva a notare ai piedi della bambina. C.G. e il compagno della donna, C.M., attirati anche loro dalle urla e dalle minacce, si sono a un certo punto precipitati verso l’auto. Il compagno della donna ha cercato di salvare l’incolumità della minore, mentre C.G. ha provato a difendere sua figlia dall’aggressione dell’uomo, che intanto aveva tentato di colpirla.
Ed proprio in questo tentativo che l’uomo è rimasto ferito, come si legge sul referto del pronto soccorso di Rossano.
Così sono andati i fatti per come verranno dimostrati in giudizio. Intanto, al fine di fronteggiare la circolazione di notizie non esatte, si crede che sia opportuno dare una corretta descrizione degli eventi.

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