Rossano, stazione ferroviaria destinata ai migranti



ROSSANO La gestione dei migranti assume caratteristiche sempre più allarmanti. A tal riguardo la Sibaritide non è ancora attrezzata a fronteggiare eventuali nuovi flussi. I sindaci tentano di trovare soluzioni in tema di ospitalità ma sono esautorati di competenze. Anche se, nelle programmazioni politiche poco o nulla si prevede su questi temi. Ed ecco che, in assenza di un vuoto programmatico, ci pensano i prefetti, vestiti d’autorità, a trovare soluzioni spesso contestate. E dove non arrivano i sindaci arriva la Chiesa. Nel caso di specie la Diocesi di Rossano che ha acquisito i locali della stazione ferroviaria al fine di destinarli a casa di accoglienza. D’altronde è un’area resa deserta dallo Stato e dalle istituzioni. Stazione ferroviaria dismessa, corse soppresse, bar e aree ristoro chiusi. Qualche imprenditore aveva pensato di realizzare un centro meccanizzato unitamente a una stazione per la partenze di autobus, approfittando dei famosi contratti di quartiere, ma poi non se ne fece nulla. A questo punto si fa largo l’ipotesi prospettata dalla Diocesi. Sul punto intervento i consiglieri comunali Tonino Caracciolo e Marinella Grillo (RossanoFutura)i quali nel disconoscere le iniziative che l’amministrazione comunale intende adottare in tema di migranti ricordano come il movimento sia intervenuto a più riprese al fine di scampare al pericolo di incalliti speculatori. La proposta Caracciolo/Grillo mira alla realizzazione di microstrutture “2-3 migranti ogni mille abitanti in coerenza con l’intesa tra ANCI e Ministero degli Interni perché, per dirla con il Presidente ANCI “serve un salto di qualità in grado di garantire un sistema di accoglienza dei migranti più ampio, che veda come protagonisti i sindaci, fondato su una distribuzione più diffusa finalizzata a evitare un eccessivo addensamento su poche realtà.E’ per tutto questo che oggi chiediamo conto al Comune di cosa si è fatto in questa direzione per la creazione di quel sistema di accoglienza che tutti abbiamo condiviso.
C’è oggi una realtà drammatica che investe anche i nostri concittadini. Nuove e vecchie povertà si sono sommate a forma di emarginazione e di abbandono anche nella nostra comunità. La quale spesso è stata sorda od egoista, o si è limitata alle forme canoni che dell’assistenzialismo e dall’aiuto una tantum. Riteniamo che una comunità che voglia dirsi civile e solidale debba compiere un salto di qualità e che ciò è richiesto prima che alle istituzioni a ciascuno di noi. Per tutto questo esprimiamo il nostro plauso all’ iniziativa del Vescovo di Rossano di fare di alcuni locali della stazione di Rossano una “Casa della carità” che dia servizi ai poveri della città ed ai migranti attraverso una serie di aiuti concreti che partono dalla promozione della persona per interessare poi la salute, il benessere fisico e psichico, il ristori e l’igiene personale. Tante volte non ci siamo accorti dei poveri rossanesi che per dignità nascondono il loro disagio e non bussano alla porta delle istituzioni. Crediamo che l’iniziativa del Vescovo sia un passo importante e chiediamo che anche il nostro Comune avvii una seria e costruttiva riflessione su quanto le istituzioni possono e debbono fare”.
(fonte: La Provincia di Cosenza)

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