Rossano ricorda la notte funesta del 1836 con i Fuochi di San Marco



Notte… Notte d’orror, cupa tremenda.

Stasera a Rossano si ricorda il terremoto del 1836

Tra il 24 e il 25 aprile del 1836 a Rossano e in alcune zone limitrofe, venne avvertita una fortissima scossa che svegliò nel pieno del sonno tutta la popolazione. Il terremoto causò la morte di 89 persone e 259 feriti mentre gli edifici che andarono completamente distrutti furono 370. Gli sfollati che non poterono ritornare a casa furono 392 e gli edifici lesionati 776. Durante questa fortissima scossa, andarono distrutti i rioni Cappuccini, San Nicola al Vallone e l’antico quartiere ebraico della Giudecca. La facciata della Cattedrale crollò, venne poi ricostruita in due tempi diversi fra gli episcopati di Mons. Brunone Maria Tedeschi e Pietro Cilento. Crollarono anche la sede della Sovraintendenza, l’ospedale di San Giovanni di Dio e la Torre campanaria con il palazzo annesso. Gli abitanti, accomunati dal terrore che un’altra scossa potesse ripresentarsi, decisero di accendere dei fuochi nelle piazze e nei pressi delle loro case per scaldarsi e trascorrere al sicuro la nottata. La mattina seguente, il 25 aprile, per ringraziare la Madonna per aver protetto la popolazione, venne portato in processione il busto argenteo dell’Achiropita, insieme alle statue di San Nilo, San Francesco di Paola e San Marco. Testimone oculare di questo evento fu Luca De Rosis che nel suo libro Cenno storico della Città di Rossano descrive in maniera dettagliata il terremoto e le emozioni di quei giorni. Dal 1836 a oggi questa tradizione non è stata mai dimenticata e i Fuochi di San Marco, anche quest’anno, per la 183esima edizione, nelle piazze e nelle vie del centro storico, si accenderanno per un momento di condivisione in ricordo di quel funesto evento.

Antonio La Banca

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