Rossano è imbrattata ed il sindaco se ne infischia



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Patrizia Curia

“Questa città è diventata un far west dove ognuno fa quello che gli pare, a dispetto delle più banali regole del vivere civile. Comportamenti non più tollerabili ed al limite della decenza. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mascaro sarebbe dovuta intervenire per tempo ed invece a tutto ha pensato tranne che al benessere dei cittadini”.
Il consigliere comunale, vice presidente del consiglio, Patrizia Curia, nauseata dall’andazzo, alla viglia della chiusura della legislatura che scadrà il prossimo 31 marzo per via della fusione con Corigliano, se ne va sbattendo la porta.
“In questi due anni tante cose non hanno funzionato, in primis il decoro urbano, anche se questa è solo la punta di un iceberg di una gestione discutibile della cosa pubblica. Fra qualche giorno scadrà la legislatura – dice Patrizia Curia anche nelle sue vesti di imprenditrice in una agenzia funebre – e non è mai troppo tardi. Ed allora che il nostro sindaco faccia rispettare le regole, e che siano uguali per tutti, senza padri, padrini, figli e figliastri. Perché c’è chi come noi che rispetta le regole, paga le tasse e l’affissione, al contrario di chi si diverte ad imbrattare tutta la città. Una questione indecorosa perché basta farsi un giro per la città per notare che ovunque ci sono affissioni abusive, sia nel mio campo che in quello della pubblicità. Ci avviciniamo alla stagione estiva e sarebbe davvero un peccato presentarci con questo biglietto da visita. Sono convinta – aggiunge la consigliera Curia – che se il sindaco Mascaro non sarà in grado di lasciare in eredità una città pulita, interverrà certamente il commissario prefettizio che reggerà le sorti delle due città nei prossimi mesi, fino alle prossime elezioni amministrative. Ne faccio una questione di buon senso e di principio, nello svolgere il mio compito di consigliere comunale. Ne prenda atto il primo cittadino perché troppe volte ha delegato e nascosto la polvere sotto i tappeti”.

(fonte: comunicato stampa)

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