Rissa a Corigliano: per magistrati l’accusa è di tentato omicidio



Rissa a Corigliano: per il pubblico ministero della procura di Castrovillari l’accusa ai due rumeni che a sprangate e a colpi di bottiglie lanciavano fendenti ai bulgari si tratta di tentato omicidio. Il capitolo dell’accertamento della verità è aperto senza sconti in ordine ai fatti avvenuti mercoledì scorso nella centralissima Via Nazionale a Corigliano.  Sono state assunte informazioni, prese in visione alcuni videofilmati e, in particolare, destano impressione le ferite riportate da uno dei bulgari ad organi vitali con il collo di una bottiglia, inferti in più parti del corpo, in particolare alla gola. Da qui la supposizione del magistrato che possa sussistere l’intenzione di voler uccidere.

Tribunale di Castrovillari

Quattro le persone coinvolte: due rumeni e due bulgari. Per uno dei rumeni è scattata la misura cautelare in carcere, tradotta in arresti domiciliari, l’altro essendosi costituito è indagato a piede libero. Mentre i due bulgari sono ai domiciliari. L’avvocato dei rumeni Antonio Pucci è ricorso al tribunale del Riesame per la revoca della misura, partendo dal presupposto che trattandosi di una rissa sia da escludere la tesi del tentato omicidio.

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