Riforma giudiziaria operata da “corrotti”?

minnicelli

Prime reazioni alla presa di posizione del Gav (gruppo d’azione per la verità) sulla vicenda dell’ex tribunale di Rossano. La risposta del ministro della giustizia Andrea Orlando al Sen. Buemi risulta sprovvista di qualsivoglia contatto con la realtà, soprattutto in tema di disagi derivanti dalla collocazione logistica del presidio di Castrovillari e degli incapienti spazi. Si dice concorde con la denuncia del Gav l’avvocato Amerigo Minnicelli, già componente dell’ex consiglio dell’ordine forense di Rossano ed attuale coordinatore della cento associazioni pro fusione dei comuni di Corigliano e di Rossano. Il legale tuttavia ritiene di integrare alcuni punti a supporto di sicuro interesse. “L’ex Tribunale di Rossano era organicamente inserito a cavallo di due Città, Rossano per l’appunto e Corigliano di popolazione quasi identica, poste agli antipodi geografici di Cosenza e Paola sia come unicum e sia come territorio servito. A nord c’era la ridente (oggi raggiante) cittadina di Castrovillari. Solo dei ciechi ovvero dei corrotti potevano non vedere tutto questo”. Minnicelli richiama l’area urbana riconosciuta fin dal 1968 da una Delibera CIPE e successivamente confermata più volte (insieme a Lamezia-Catanzaro e Cosenza-Rende) a partire dagli anni 80 dalla Regione Calabria mentre non risulta nessuna cosa simile per Castrovillari-Frascineto o S. Sosti o Morano perché tutti insieme non arrivano a superare i 30 mila residenti. La seconda osservazione è relativa al ritardo con il quale i Comuni di Corigliano e Rossano hanno deliberato per la loro Fusione. Se lo avessero fatto (come più volte richiesto) nel 2012 massimo 13 (invece che nel 2015-16) , il tribunale non sarebbe volato via e lo avremmo spostato ad “Insiti” dove è stato allocato fin da 2006 il progetto esecutivo dell’ospedale e quant’altro. Quindi la cosiddetta Politica è responsabile di quello che non è accaduto: la salvezza del Tribunale di Corigliano-Rossano. Terza e finale osservazione è quella relativa al ruolo opprimente della magistratura operativa in tema di amministrazione degli Affari giudiziari. Essa pretende di avere ragione su tutto e da buoni 30 anni governa in modo assoluto la materia con il risultato di averla ridotta, di riforma in riforma, sempre peggio, fin dalla soppressione delle efficienti preture. Per quel tipo di magistratura affaristica e politicizzata non vi può essere miglior Ministro di quello attuale che è una nullità sul piano personale, politico e culturale, messo lì solo a garanzia che nulla cambi sul metodo dell’amministrazione degli affari giudiziari. Del resto nella Commissione per la “nuova geografia giudiziaria” siedono in maggioranza assoluta o quasi, solo magistrati attuali o d’origine. Il GAV deve focalizzare anche questi aspetti della questione anche se a livello di mera testimonianza. Per quanto poi riguarda le nostre rappresentanze, ognuno ha avuto ed ha quel che si merita”.
Importanti spunti di riflessione che potrebbero essere utili non solo al Gav ma anche a quanti, nel territorio, hanno avuto responsabilità di governo ai vari livelli, che conservano una buona indennità da parlamentari e che non solo hanno commesso errori in passato ma perseverano oggi con i loro silenzi. Non dicono nulla, vivono nell’ombra, per poi uscire qualche mese prima di una competizione elettorale e magari proporsi come candidati a sindaco. Se la Sibaritide è scarsamente considerata è anche per questi personaggi.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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