“Rientri a Corigliano Rossano per le festività, città priva di postazione tamponi”: lettera di Straface a Regione e Comune

Non è questo il momento di fare polemica, né tantomeno di avventurarsi in diatribe politiche. È, piuttosto, il momento della responsabilità per cercare soluzioni il più possibile condivise per fronteggiare al meglio la terribile emergenza pandemica che, purtroppo, tutti stiamo attraversando. Con questo spirito, anche a nome dell’intero gruppo politico che mi onoro di presiedere, il Movimento del Territorio, sento il dovere di formulare alcune considerazioni e di portarle all’attenzione delle competenti autorità istituzionali, in primis il presidente facente funzioni della Regione Calabria e il sindaco di Corigliano Rossano”.

Esordisce così, in una nota, l’ex sindaco di Corigliano Calabro, Pasqualina Straface, in merito al cosiddetto “esodo” di questi giorni verso il Sud Italia e, quindi, anche verso la nostra città.

Le festività del Santo Natale e per l’avvento del nuovo anno, com’è noto, sono profondamente turbate dalla pandemia in corso, e le vigenti disposizioni governative limitano fortemente la volontà di tutti noi di vivere questi momenti all’insegna della convivialità. Ciononostante, si registrano in questi giorni, nonché soprattutto in quelli che verranno, numerosissimi arrivi nella nostra città, “rientri” di studenti e lavoratori fuori sede che, entro il termine consentito, desiderano trascorrere le feste in famiglia. Tutto questo – dichiara Straface – spinge ad alcune riflessioni. Abbiamo letto l’ordinanza con la quale la Regione Calabria ha disposto i tamponi per chi rientra sul territorio previa apposita registrazione, individuando cinque postazioni negli altrettanti capoluoghi di provincia, ma ci chiediamo anche se non si sarebbe potuto e dovuto prevedere iniziativa similare anche in loco, considerato che Corigliano Rossano è la terza città della Calabria. La domanda è legittima: quanti concittadini si recheranno a Cosenza per effettuare il tampone? Speriamo in tanti, ma crediamo in pochi. Sarebbe stato invece più opportuno, a tutela loro e delle rispettive famiglie e dell’intera comunità, prevedere una postazione anche in città, a fronte dei cospicui arrivi. L’auspicio, pertanto, è che si possa addivenire a qualche intervento in tale direzione, come auspicato da larghi strati della popolazione, per il benessere di tutti noi e per salvaguardare l’encomiabile lavoro finora svolto, pur tra innumerevoli difficoltà, dai preposti responsabili dell’Asp”.

comunicato stampa

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