Regione, misterioso blocco della Pec: da tre giorni uffici nel caos e attività paralizzata

Sono saltati anche due fondamentali applicativi software che servono a redigere i decreti dirigenziali, ripristinati solo questa mattina. Ma la posta elettronica certificata è ancora fuori uso e c’è chi ha cominciato a utilizzare i corrieri postali

Il formicaio è impazzito di nuovo. La Regione Calabria ha un’anima digitale molto tormentata, che continua a mostrare tutti i suoi limiti. L’annullamento del click day (tutto rimandato al 21 aprile) che oggi avrebbe dovuto consentire alle imprese e ai professionisti calabresi di presentare la domanda per accedere ai contributi del bando Riparti Calabria Ter, è forse solo la punta dell’iceberg.

Fuori servizio

La nuova emergenza è causata da un misterioso quanto grave blocco delle caselle di posta elettronica certificata di tutti i Dipartimenti. Da circa 3 giorni, infatti, la piattaforma Pec della Regione è andata letteralmente in tilt: a ogni tentativo di accesso dà errore e dunque non è possibile inviare né ricevere alcun tipo di comunicazione. Una situazione che sta determinando un incredibile stallo amministrativo, con i vari settori bloccati e gli adempimenti di competenza dei singoli uffici fermi al palo.

La Cittadella come un’isola scollegata dalla Pa

Com’è noto, infatti, la Pec non è un semplice servizio email, ma ha una precisa valenza legale equiparabile in tutto e per tutto alla classica lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. Attraverso la Pec, dunque, i cittadini, i fornitori, gli enti locali e i ministeri comunicano con la Cittadella. Allo stesso modo, la Regione si interfaccia all’esterno solo attraverso la posta certificata. Ebbene, da oltre 72 ore questo non è più possibile e il palazzone di Germaneto appare come una grossa isola scollegata dall’ecosistema della Pubblica amministrazione.

Senza software niente determine

I motivi dello stop non sono ancora chiari, ma inevitabilmente nei corridoi si parla, come spesso avviene in questi casi, di un attacco hacker. Ad alimentare questa che per ora rimane solo un’ipotesi (e spesso anche una comoda scappatoia per coprire inefficienze interne), è la circostanza che sono saltati anche due applicativi software fondamentali: Sfera e Coec. Entrambi servono a redigere gli atti regionali, a cominciare dai decreti dirigenziali, gestendo gli allegati, le informazioni riservate, quelle invece pubblicabili, nonché le voci di spesa e i relativi capitoli dai quali attingere per la copertura. Insomma, senza si blocca tutto. Per due giorni gli applicativi sono rimasti fuori uso e soltanto questa mattina hanno riperso a funzionare.

Ma la coincidenza con il disservizio che ha riguardato (e ancora riguarda) la piattaforma Pec ha aumentato la preoccupazione di dipendenti, funzionari e dirigenti. Molti dei quali oggi non si sono neppure presentati al lavoro, vista l’impossibilità al momento di svolgere le mansioni di base.
Anche le comunicazioni interne, tra un ufficio e l’altro, sono venute meno, perché la Pec è usata pure per questo, proprio in virtù del suo valore legale. Tanto che alcuni uffici hanno cominciato a utilizzare corrieri postali per le cose più urgenti legate a scadenze non eludibili, in attesa che il problema venga risolto. E spiegato.

di Enrico De Girolamo FONTE LACENEWS24

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