Reddito di cittadinanza e furbetti, Furgliuele: «Averlo difeso è un disonore»

Botta e risposta a distanza tra i parlamentari della Lega e del M5s ancora una volta sul reddito di cittadinanza e sulle condotte elettorali. Sullo sfondo l’accusa politica tra “voto non libero” e “voto di scambio” tra i due deputati nel corso della campagna elettorale appena terminata. Il parlamentare leghista On. Domenico Furgliuele replica alla Baldino che, poche ore fa, ha diffuso una nota di risposta alle accuse dello stesso Furgliuele in merito al reddito di cittadinanza politicamente inteso come “voto di scambio”. «La collega Baldino non ha bisogno di descrivermi come nemico giurato dei poveri per dimostrare che, politicamente, esista. Primo perché la campagna elettorale è finita da un pezzo. In secondo luogo perché le castronerie sono come le bugie, hanno le gambe corte. Figuriamoci se una persona come il sottoscritto, che ha sempre tratto energia e stimoli per fare politica dal contatto diretto con le fasce più deboli della popolazione, può prendersela con chi subisce il disagio».

Il deputato ribadisce come  «uno dei pensieri sul quale ho basato la campagna elettorale nel collegio uninominale, dove la Baldino ha perso,  poggia sulla convinzione che l’attuale formulazione del reddito di cittadinanza dà, per paradosso,  vita a innumerevoli squilibri sociali che offendono, loro sì, i poveri e che rischiano di travolgere la ratio della misura. Nel senso che la percepiscono un sacco tra papponi e furbetti, cosa non più tollerabile alla luce del fatto che il privilegio a costoro glielo pagano gli italiani onesti. Questo spiega la ragione per la quale vada radicalmente cambiata. Sottolineo radicalmente. Averla difesa, invece, incondizionatamente, avrà pure portato voti, ma anche un pò di disonore».

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