Polo Covid. Menin: la riorganizzazione è prevista e finanziata dal Governo

Per molti giorni ha tenuto banco nella nostra città la discussione REPARTO COVID SI O NO nel nostro ospedale Giannattasio di area Rossano: il sindaco ha fatto accordi perché il reparto venisse istituito e alcuni lavori sono iniziati, ma molti cittadini e anche operatori del settore si sono dichiarati contrari, ultimissimo il brillante intervento del dott. Salituri che in qualche maniera è stato pure coinvolto nell’iniziativa.
Ora io rispetto le opinioni diverse dalla mia, ci mancherebbe, specialmente quella degli operatori del settore (che non finirò mai di ringraziare perché a suo tempo mi hanno salvato la vita): è il sale della democrazia; ma proprio stanotte il governo, al contrario di tutto quello che hanno detto i contrari al provvedimento di apertura del reparto covid, ha non solo autorizzato, ma anche finanziato nell’ambito del decreto rilancio queste strutture separate all’interno della rete ospedaliera. Ecco come recita il testo del decreto emesso dal governo: “4. Le Regioni e le province autonome, che abbiano individuato unità assistenziali in regime di ricovero per pazienti affetti dal Covid-19, nell’ambito delle strutture ospedaliere, provvedono a consolidare la separazione dei percorsi rendendola strutturale e assicurano la ristrutturazione dei Pronto Soccorso con l’individuazione di distinte aree di permanenza per i pazienti sospetti Covid-19 o potenzialmente contagiosi, in attesa di diagnosi”.

Con questo io condivido il fatto che sia meglio realizzare in maniera separata queste strutture laddove sia possibile, ma trattandosi di un impegno di spesa non indifferente, e soprattutto trattandosi di una emergenza sanitaria, che si è determinata nel corso di una gravissima pandemia, mi permetto di segnalare che pur nell’ambito di tutte le storture che abbiamo nella sanità calabrese che giustamente in molti hanno denunciato, però quando si crea un reparto nuovo e si lavoro per renderlo sicuro, come chiede appunto il governo nel momento in cui decide di finanziare questa struttura, il discorso per me non si pone. E’ comunque meglio avere un reparto in più, purché sia effettivamente separato dal resto e sicuro, così come vuole la legge e come richiama espressamente il decreto del governo.
E mi dispiace per i numerosi commenti, talvolta anche aspri e un tantino offensivi che ho subito sui social, ma a casa mia, specialmente da mia nonna, ma anche dai genitori, ho imparato che quando si deve scegliere tra niente e qualcosa in più per affrontare le difficoltà è sempre meglio scegliere la seconda strada, pur chiarendo, che trattandosi di malattie infettive, la sicurezza DEVE ESSERE AL PRIMO POSTO, se no ovviamente si cade nel rischio di mandare in tilt la struttura ospedaliera. Era questo, penso che chiedeva il sindaco Stasi, era pure la mia opinione, nonostante i pessimisti, la maggioranza, che invece sostenevano che fosse un rischio troppo elevato. Adesso con la bollinatura del governo che dà i soldi per sistemare questi reparti a condizione di “consolidare il percorso separato che deve essere reso strutturale” cioè permanente. E mi fermo qui, invitando tutti i pessimisti a prendere atto di ciò che c’è scritto nella legge scritta dal governo (che potrà pure essere modificata dal parlamento) trattandosi di un decreto.

Fabio Menin

(comunicato stampa)

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