I politici locali hanno l’indole dei gregari e non di fare delle guide



locali

 

C’è ne accorgiamo giorno per giorno a nostro spese, sono instabili, ignoranti, magari nel privato, avranno mille difetti, eppure abbiamo soggezione di loro, per non parlare della smisurata sudditanza nei loro confronti. E’ possibile che ci riesce così difficile a capire che abbiamo a che fare con una classe politica ( uomini e donne ) capace di tutto pur di rendersi simpatici/che al capo, in cambio di uno scranno sicuro in Parlamento, magari in una lista di nominati o bloccata. Sono umani come lo siamo noi, eppure li veneriamo, possono fare la voce grossa perché i nostri dubbi, le nostre incertezze, l’incapacità di ribellarci, la paura del nuovo, li rendono forti, al pari di un dio. Se succede questo, la colpa è solo nostra, anche perché conviene a molti conferirgli immeritatamente poteri illimitati in cambio di benefici. Li conosciamo tutti, da dove provengono, il loro stato sociale, conosciamo le loro capacità mentali, culturali, intellettive, conosciamo il loro pensiero, il più delle volte, al pari della pecora, senza offesa per questa. Manca solo che gli conferiamo il potere della pietra filosofale, eppure nonostante questo, chi per interesse, chi per altro, tutti supini ai loro ordini, alle loro leggi presi sulla pelle degli altri, nonostante i loro disastri, li ascoltiamo a bocca aperte, come da queste, uscissero miele ed oro. Pur di governare, (il desiderio di Renzi) si alleeranno con Berlusconi per dare il k.o definitivo alle nostre aspirazioni. Sono pronti ad imporci ulteriori sacrifici pur di salvare le banche amiche, quelle dei padri, e noi? Bravi ad abbassarci le brache. Una cosa, si potrebbe fare: accendere un falò e metterli  al rogo, come è stato fatto con Giordano Bruno, con la sola differenza che questi era un teologo, un bravo filosofo, un  intellettuale o come la stessa Giovanna D’Arco. L’ha fatto a suo tempo la Chiesa, perché non lo potremmo fare noi?  Metterli al rogo, per una Italia libera dalla menzogna, dalla corruzione, dalle tangenti, dai vitalizi, dalle pensioni d’oro, libera dalla loro incapacità, dalla evasione fiscale, accomodante e tollerante con i disonesti, con i forti,  con le multinazionali, con la criminalità di stato, ma spietata con i deboli. Una Italia libera dalle tante nefandezze, come il bunga- bunga, (il cosiddetto puttanaio di Stato),  una Italia libera che non deve mendicare le 80 euro elargiti dal governo Renzi per vincere le elezioni europee, una Italia, non frustrata, non umiliata dai bonus, regalie con fini elettorali e che non creano occupazione, sviluppo. Metterli sul rogo solo per questo, è già una buona causa. Dire basta ad un Parlamento di nominati/e, non ad una Italia, dove i  partiti hanno occupato lo Stato, e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo.  Basta alla politica arruffona, basta a politici ingordi, viziati, che hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai Tv, alcuni grandi giornali. Si sono spartiti e lottizzato tutto, oggi tutto viene visto, viene concesso in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Si è arrivato al punto che se vuoi concesso un credito bancario, un mutuo, deve procurare vantaggi e clientele al capoccione politico, un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà di qualsiasi tipo al capo, al partito che procurano vantaggi, anche quando si tratta di riconoscimenti dovuti. Una classe politica che non mette al centro dell’azione governativa gli interessi della classe operaia propriamente detta, delle masse lavoratrici in generale, del ceto medio, degli strati emarginati della società italiana, come i pensionati, gli anziani ed infine i giovani, le donne, quelli bravi, quelli meritevoli che non si accontentano di un smart phone, di un aipod, quelli che lottano per un’Italia giusta.  Nel suo piccolo, la Corigliano, quella che sono in pochi ad amarla, e quelli (la maggioranza) che la disprezzano, non fa eccezione alla regola, poiché in mano a politici privi di sapienza ma propensi al quotidiano pettegolezzo, sono i cosiddetti gregari, abituati ad ubbidire al capo e che in questi giorni sono impegnati a cambiare casacca politica in cambio di un posto sicuro in Parlamento, a questi si aggiungono i nuovi acquisti, frutto della fusione e già abbondantemente svalutati dal punto di vista politico, pronti ad annetterci, ad allungare le mani su Corigliano,  mentre il Coriglianese con tanta baldanza e virilità si rileverà alla fine per quello che in effetti è………….

 

Movimento centro storico: Luzzi Giorgio.

(fonte: comunicato stampa)

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