Piccoli comuni, il grido d’allarme del sindaco di Mormanno: «Rischiamo di essere spazzati via dalla crisi»

«Sono giorni molto bui, quelli che stiamo attraversando, per l’Italia e in particolare modo per il Mezzogiorno d’Italia. Il passaggio elettorale è terminato e ricadono su tutti noi i problemi annosi e gravi che viviamo quotidianamente. In assoluto, la grave crisi dovuta alla guerra in Ucraina e alla forte bolla speculativa in atto che sta comportando – ormai da mesi – un aumento sconsiderato dei costi delle materie prime ed in particolare modo dell’elettricità e del gas». È il grido d’allarme lanciato da Paolo Pappaterra, sindaco di Mormanno. «Gli enti pubblici e noi amministratori fra un po’ potremmo consegnare, simbolicamente, le chiavi del Comune perché non riusciremo più a coprire i costi, non riusciremo più a programmare investimenti di ordinaria e straordinaria amministrazione – prosegue –. Le famiglie, già vessate da un sistema fiscale non incentivante, sono vittime dell’usura del costo dell’energia; i redditi medio-bassi iniziano a razionalizzare addirittura sugli acquisti alimentari. Le imprese, tasto significativo perché reggono i micro e macro sistemi economici, stanno chiudendo; il rischio non remoto è di ritrovarci centinaia di migliaia di donne e uomini licenziati o in cassa integrazione». Afferma ancora Pappaterra: «Se poniamo queste difficoltà ad un sistema economico e sociale già debole di suo come il Mezzogiorno d’Italia ed i piccoli comuni stremati e significativamente in difficoltà per il fenomeno dello spopolamento, fra qualche anno, noi sindaci, amministreremo fette ridottissime di popolazione che è il danno più grande per un sistema democratico come il nostro».

Paludi

«Perché – chiede – dovremmo continuare ad impegnarci e rispondere ai bandi del Pnrr se poi questi investimenti saranno fini a se stessi? Perché strutturarci per investire risorse straordinarie esterne per lavori pubblici se poi non saranno fruiti da nessuno? Il combinato disposto: fattore economico contingente e spopolamento dei piccoli comuni rischia di far saltare in aria intere comunità e territori. Di questo, oggi, abbiamo estremamente paura».

E, poi, le richieste a chi ora si troverà a tenere le redini del Paese. «Al nuovo Governo che andrà delineandosi nelle prossime settimane chiediamo di ricorrere con impulso immediato ad un sostegno forte delle nostre economie. Risorse per buoni alimentari, sospensione del pagamento su mutui – prestiti – leasing, bonus a copertura del rincaro, risorse pubbliche ai Comuni con differenziazione per quelli montani, aumento del fondo per i comuni delle aree interne per poter dare risorse alle attività commerciali, sostegno al welfare con risorse mirate al sostentamento delle famiglie che hanno portatori di handicap. Questi sono solo alcuni dei punti che dovrebbero essere affrontati per la fase emergenziale. Poi, sarà il Governo futuro a strutturare le scelte per il rilancio dell’economia dei prossimi anni».

«Così – aggiunge il sindaco di Mormanno – non si può andare avanti. Rischiamo il default psicologico, prima ancora che economico. Il rischio più serio oggi è quello di non riuscire ad immaginare una prospettiva futura. Noi amministratori siamo e saremo sempre al fianco dei nostri cittadini con il massimo rispetto e collaborazione di tutte le istituzioni. Nessuno può voltarci la faccia ed ognuno per le proprie competenze dovrà fare sforzi immani per non perdere quello che di buono è stato costruito negli anni».

«L’appello – conclude Pappaterra – lo rivolgo anche al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, conscio del suo forte peso politico a Roma e del suo dinamismo amministrativo, al quale chiedo un forte impegno per non cancellare dalla mappa della nostra Regione tanti piccoli comuni che oggi, nell’immediato, rischiano di essere spazzati via». (fonte cosenzachannel.it)

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