Pd, parte da Cosenza con Franchino la risposta alla candidatura di Irto



Dopo gli anni del commissariamento il Congresso è alle porte e, a quattro giorni dalla scadenza dei termini, non sembravano esserci altri candidati all’orizzonte. Nicola Irto, dopo il balletto delle Regionali, doveva essere la sintesi perfetta di un equilibrismo di fondo destinato a trovare concretezza nell’ormai tanta attesa resa dei conti nel Partito Democratico. L’utilizzo del condizionale era però d’obbligo fin dall’inizio. Ieri, come anticipato su LaC News in serata, a margine di una riunione al T-Hotel di Lamezia Terme, l’ala che fa capo all’ex parlamentare Cesare Marini ha valutato positivamente l’idea di proporre a segretario il profilo dell’ex consigliere regionale Mario Franchino.

Chi è Mario Franchino, candidato alla segreterie regionale del Pd

Franchino, di Trebissacce ed ex consigliere regionale, ha spiegato ai microfoni del nostro network i motivi che lo hanno spinto a scendere in campo. «E’ la conclusione di un percorso abbastanza lungo iniziato nel 2014 – dice -. Il mio gruppo, conclusa l’esperienza in Regione, ha sempre continuato a lavorare. Si chiamò dapprima Ricostituenti, poi Democratici e Riformisti. Nella fattispecie, insieme ad autorevoli esponenti nazionali e delle cinque provincie, mi ha chiesto un impegno maggiore».

Raccolta firme e presentazione candidatura

Nel frattempo sono poco meno di 11mila le tessere del Partito Democratico sottoscritte in Calabria entro la data del 31 dicembre. Sono al vaglio della Commissione che, prima di comunicare quello esatto, ne esaminerà la validità e ne confermerà o meno il numero. In particolare, anche in rapporto alla popolazione e al maggiore radicamento storico sul territorio, è la provincia di Cosenza ad aver fatto la voce grossa infrangendo il muro dei 4000 iscritti. Mario Franchino ha tempo fino al 7 gennaio per presentare l’incartamento necessario con tanto di raccolta delle firme.

«Siamo consapevoli delle difficoltà. Viviamo in tempi di pandemia e non so se il partito riuscirà a portare avanti la fase congressuale. Noi dovremo bruciare i tempi e dovremmo attingere per la raccolta delle firme all’anagrafe degli iscritti certificata. Ad oggi, però, non c’è ancora e so che ci sono dei problemi in alcuni circoli – chiude l’esponente democrat -. Non vorrei che un domani ci trovassimo davvero dinanzi ad una candidatura unica. Oggi, nella riunione avuta a Lamezia, mi hanno chiamato sognatore, ma io voglio solo che il congresso si svolga attraverso una normale dialettica democratica». (fonte cosenzachannel –  Antonio Clausi)

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