Passa all’unanimità la proposta per la riapertura del tribunale di Corigliano Rossano

Passa all’unanimità la proposta di legge regionale in cui la Regione Calabria, così come altre quattro regioni su scala nazionale per altrettanti presidi di giustizia, si fa carico delle spese di gestione, manutenzione e sorveglianza nel caso il Parlamento italiano dovesse varare una legge in cui si dà vita al ripristino dei tribunali soppressi nel lontano 2012. Ha relazionato sul punto il primo firmatario Giuseppe Graziano (Udc) che ha sottolineato come l’allora riforma abbia determinato nel corso degli anni solo diseconomie e disagi all’utenza con riferimento anche all’attuale tribunale di Castrovillari richiamando la netta presa di posizione dell’associazione dei magistrati sul tema. Rileva la carenza di collegamenti: «Non c’è una linea ferroviaria, mobilità pubblica inesistente, e strade pessime soprattutto per i residenti nelle comunità della Sila Greca. Sono aumentati i costi di giustizia per il cittadino e per lo Stato stesso». Il moderato ha fatto riferimento alla presenza della criminalità, negli ultimi tre anni ci sono stati ben 10 omicidi per mafia, il numero crescente degli atti incendiari di matrice intimidatoria. Poi l’aspetto importante della fusione della città di Corigliano-Rossano e, quindi, la nascita della terza città della Calabria. Il rappresentante dell’Udc chiede l’istituzione del tribunale di Corigliano Rossano, senza incidere sulla giurisdizione del tribunale di Castrovillari. «Va sottoscritta una convenzione tra il ministero della giustizia e la Regione Calabria affinché quest’ultima si faccia carico delle spese di gestione». Graziano infine si è rivolto  a tutti i partiti presenti in aula affinché ciascuno dei componenti  eserciti la giusta pressione a Roma con i parlamentari di riferimento.

Nessuna ripercussione sull’attuale tribunale di Castrovillari

Ha preso poi la parola il capogruppo regionale Ferdinando Laghi (De Magistris Presidente) che nel condividere le esigenze delle comunità Joniche, ha presentato un emendamento, poi accolto, nel quale emerge la ferma volontà che un eventuale ripristino del presidio di Corigliano Rossano non comprometta il mantenimento dell’attuale tribunale di Castrovillari. Una preoccupazione legittima che ha trovato pieno sostegno in tutte le rappresentanze partitiche. La presidente della commissione Affari Istituzionali Luciana De Francesco ha ricordato gli effetti nefasti dell’allora riforma Severino. «Il tribunale di Corigliano-Rossano è una necessità impellente a contrasto della criminalità organizzata sempre più presente nel territorio». Anche la Consigliere De Francesco ha chiesto a ciascun rappresentante presente in Consiglio di attivarsi con i partiti di riferimento nazionali al fine di accelerare in Parlamento l’istruttoria per l’approvazione della legge. In linea il capogruppo del M5s Davide Tavernise che ha rammentato il numero degli omicidi lungo l’asse Sibaritide-Pollino. La Consigliera Pasqualina Straface ritiene inammissibile che una città di 80mila non sia sede di tribunale, ha parlato del dramma trasportistico, ha evidenziato i rilievi dell’associazione magistrati nazionali sulla criminalità, il carico delle pendenze penali e civili da cui emerge come la parte più consistente provenga proprio dalla città di Corigliano Rossano. Ma l’aspetto più inquietante è la sensazione di sfiducia trasmessa nei cittadini nei rapporti con le istituzioni dopo la chiusura del presidio. Infine la Consigliere Amalia Bruni che si è detta decisamente favorevole alla proposta.

 

 

 

 

 

 

 

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