Nuovo ospedale Sibaritide, si procede a “passo di lumaca”

Le difficoltà finanziarie della società catanese Tecnis SpA di fatto stanno bloccando l’avvio dei cantieri per la realizzazione di tre nuovi ospedali in Calabria compreso quello della Sibaritide.
Stabilire oggi i tempi entro i quali la società siciliana sarà in grado di poter aprire i cantieri è molto difficile.
La regione Calabria prende atto ufficialmente che i tempi per l’inizio dei lavori del nuovo ospedale della Sibaritide si dilatano sempre di più con il rischio, davvero concreto, che potrebbero profilarsi problemi organizzativi e strutturali non facilmente sanabili.
E’ stato lo stesso Franco Pacenza, delegato alla sanità del governatore, Mario Oliverio, a riferire queste cose ieri nel corso dei lavori della terza commissione consiliare, “Sanità, attività sociali, Culturali e formative” presieduta dal consigliere Michele Mirabello (Pd). Pacenza, come si diceva, ha relazionato sullo stato di fatto del programma per la realizzazione dei tre nuovi ospedali (Vibo, Gioia Tauro e Sibaritide) e sulle difficoltà burocratiche derivanti dalle condizioni del contraente Tecnis, società, in atto, sottoposta ad amministrazione controllata.
Sulla delicata questione, sono intervenuti a più riprese i consiglieri Nicolò, Cannizzaro, Esposito e Pasqua, per rappresentare la preoccupazione della Commissione circa i tempi di avvio dei cantieri, chiedendo sull’argomento un aggiornamento continuo dai dipartimenti interessati e dall’esecutivo regionale. Il presidente Michele Mirabello, a conclusione dei lavori, ha ringraziato Pacenza per la relazione ed ha accolto l’invito dei commissari di proseguire con altre sedute dell’organismo il confronto sull’importante tema.
E’ inutile dire che di fronte a questo scenario, non certamente confortante, la preoccupazione perché l’opera possa saltare o essere ridimensionata si fanno sempre più concreti. Su questa problematica interviene con una dichiarazione, Alberto Laise, componente dell’assemblea regionale di Sinistra Italiana: “Qualunque siano le questioni tecniche, economiche e politiche che rendono difficile l’avvio dei lavori dell’opera più importante del nostro territorio, rimane il fatto che si sia di fronte all’ennesima promessa non mantenuta da parte di una classe politica che sta svuotando il nostro territorio di ogni presidio di democrazia e di vivibilità. Siamo al palesarsi della debolezza di un sistema, quello a capitali misti pubblico-privati che entra in crisi e che tende a tutelare non l’interesse del malato ma le ragioni economiche della parte privata.
A poco serve ricercare le ragioni, anche giudiziali, del cortocircuito visto che alla base c’è il mancato rispetto della condizione originaria alla decisione di costruire la nuova struttura: che nessun posto letto sarebbe andato perso nei presidi di Cariati, Trebisacce, Corigliano e Rossano. Invece – conclude Laise – i posti letti sono andati persi, gli ospedali chiusi e la sanità della Piana di Sibari in crisi”. L’auspicio è che non si debba assistere a un nuovo ulteriore scippo.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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