Nel patto Lega-M5s la riapertura dei tribunali, senza ambiguità

 

Protesta a Roma del Gav per la riapertura del tribunale di Rossano – Maggio 2017

Tribunali da riaprire. Linguaggio diretto,  chiaro, netto, snello, senza le solite ambiguità del passato utilizzate per lasciare nellincertezza e nellillusione i cittadini. E quanto contiene la bozza di contratto sottoscritta dal massimo rappresentante della Lega Matteo Salvini e del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio il 5 maggio del 2018 al fine di dar vita al  nuovo governo. Al punto 11 prevede:

GIUSTIZIA RAPIDA ED EFFICIENTE Area Magistratura e tribunali – Il Consiglio Superiore della Magistratura deve operare in maniera quanto più indipendente da influenze politiche di potere interne od esterne. Sarà pertanto opportuno operare una revisione del sistema di elezione, sia per quanto attiene i componenti laici che quelli togati, tale da rimuovere le attuali logiche spartitorie e correntizie in seno all’organo di autogoverno della magistratura.

A tutela dell’indipendenza e dell’imparzialità del potere autonomo della magistratura, la funzione giudiziaria e quella parlamentare debbono rimanere separate tra loro. Il magistrato che vorrà intraprendere una carriera politica deve essere consapevole del fatto che, una volta eletto, non potrà tornare a vestire la toga.

Occorre una rivisitazione della geografia giudiziaria – modificando la riforma del 2012 che ha accentrato sedi e funzioni – con l’obiettivo di riportare tribunali, procure ed uffici del giudice di pace vicino ai cittadini e alle imprese.

Imprescindibile è l’implementazione e la semplificazione del processo telematico ed informatizzazione degli uffici giudiziari.

Inoltre è doveroso il ripristino della piena funzionalità del ‘sistema giustizia’, attraverso il completamento delle piante organiche di magistratura e del personale amministrativo degli uffici giudiziari, con attenta valutazione della relativa produttività”.

I precedenti governi parlavano di revisione delle corti d’appello, di decreti correttivi, senza mai entrare nel merito. Strategie linguistiche vuote per lasciare la solita finestra aperta e lucrarvi per logiche di consenso. Oggi invece si usa un linguaggio diretto, da apprezzare a prescindere, cosicché non essendoci doppiogiochismi le due forze politiche si sono comunque assunte la responsabilità di una scelta,  e da qui a qualche anno si potrà giudicare il loro operato, nel bene o nel male ma almeno si è chiari e trasparenti.

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