Natura e cultura. A Cotronei si inaugura la nuova sede de “Il Barattolo”



Finalmente ci siamo! Un nuovo inizio, un nuovo corso: l’associazione Il Barattolo Ecotronei riparte dalla sua “nuova sede”.

Riparte perché l’idea di genesi è sempre in itinere in quanto nel progetto generale dell’associazione vi è il concetto che ogni azione è un nuovo seme che può generare novità nell’incontro con l’humus giusto. E di novità in questa sede ce ne sono tantissime: basta volgere lo sguardo e ogni cosa che vedi nella parte espositiva, racconta una storia, un vissuto ed è unica perché unica è la mano che l’ha creata e molteplici sono invece le sfaccettature che la interpretano e che ne danno interpretazione dall’interno all’esterno e viceversa in un biunivoco scambio di prospettive di genialità.

La novità più allettante è il laboratorio di riciclo creativo. Allettante perché si adagia sulle giovani coscienze del presente che saranno gli uomini del futuro, un luogo dove i bimbi e ragazzi potranno capire le inclinazioni personali legate all’idea della comunità in uno scambio di idee fresche e nuove in cui il coinvolgimento emotivo e la manualità rappresentano la base di partenza della condivisione dei progetti. Questo è e sarà il luogo in cui le nuove generazioni potranno prendere coscienza di buoni propositi e di stili di vita che mirano all’armonia con la natura, questa grande madre, che avvolge nel suo grembo ogni azione, questa grande ispiratrice di ogni attività dell’associazione, sin dalla sua costituzione nel 2016. Dalle parole del presidente cogliamo il vero significato di quest’inaugurazione:

“È un momento importante per noi che ha la doppia valenza di traguardo e di nuovo inizio. Di traguardo perché abbiamo superato la linea che ci ha consentito – dopo una sorta di ingranaggio e dopo tante azioni fatte, perché in fin dei conti, abbiamo lavorato tanto, ma siamo anche un’associazione relativamente giovane – di entrare nel tessuto sociale del nostro paese offrendo un servizio per l’intera comunità; e di nuovo inizio perché si tratta di una sfida che ci aprirà la strada di nuove relazioni, di nuove collaborazioni e di nuove prospettive. La nostra sede sarà il fulcro di tante iniziative sul territorio che devono essere declinate come possibilità di crescita complessiva.”

Un compito importante che sembra non fare paura a nessuno all’interno del Consiglio Direttivo dell’associazione che è pronto a supportare ogni attività. “A testimonianza di questa volontà” – ci dice Giovanni Vizza, già storico presidente dell’associazione, nonché deus ex machina delle dinamiche interne all’associazione stessa, “c’è la presenza propositiva di tutti gli attori del territorio i quali, prima di rivestire il ruolo, sono uomini ed in particolare sono amici, che in maniera informale e perché legati dalla condivisione delle passioni, delle idee, dei credo sono qui a dire sì ad un progetto ampio in cui la cultura sarà declinata in tutte le sue sfumature, le nostre tradizioni saranno ricondotte sulla strada della storia ed il futuro potrà essere concepito in relazione alle esigenze dell’uomo in un rapporto nuovo con la natura ed il circostante. In questa nostra sede ci sono uomini capaci di concepire tale cambio di paradigma, con le sensibilità e le competenze giuste. Pertanto la sfida non è a chi interessa oggi questo progetto. La sfida è che questo progetto è un’opportunità di crescita per chi vorrà coglierla!”

Guardandoci intorno, si coglie il profumo della bellezza, di quella bellezza che rende vive le cose e le trasforma che da vitalità e un soffio nuovo. Un bel suggerimento viene dalla frase scritta all’entrata del laboratorio: “Io faccio la mia parte”: “È un monito” – ci dice il vicepresidente dell’associazione, Maria Assunta Albi – “per chi crede e per chi arriverà a crederlo che per essere grandi bisogna essere piccoli, perché i piccoli hanno una grande inclinazione a fare le cose in maniera ligia, a portare l’acqua nel becco, come il piccolo colibrì. Ecco l’interesse verso le nuove generazioni che si estende a tutto il tessuto sociale e che trova un habitat naturale nel nostro paese: Cotronei, e nello specifico la nostra sede, rappresenta un luogo di “transumanza” – a ricordo delle nostre tradizioni e soprattutto delle nostre radici di cotronellari – non solo fisica, ma anche ideologica, quindi di idee, di pensieri, di progetti che possono portare e riportare il bello nelle nostre vite! Ci dobbiamo riprendere questo ruolo di legame naturale tra mare e monti per connettere strettamente tra di loro i territori” (Comunicato stampa).

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