Morano Calabro. Revoca ecodistretto, Francomano (CCI) soddisfatto della decisione



MORANO CALABRO (CS) – «Il sindaco De Bartolo e la Giunta comunale di Morano Calabro, revocando la delibera con la quale si dava disponibilità ad ospitare nel territorio la sede dell’ecodistretto, hanno dimostrato responsabilità. Resta però un dato inconfutabile che è la miopia politica e l’assenza di strategie che continua ad attanagliare le istituzioni, a tutti i livelli. Nei giorni scorsi siamo stati i primi a sollevare le barricate contro l’ipotesi di trasformare un’area a ridosso del Parco nazionale del Pollino in un centro di trattamento rifiuti. Lo abbiamo fatto raccogliendo il diffuso malessere dei cittadini ma anche valutando con obiettività quelle che sono le vocazioni di un territorio come Morano, che deve far leva sulle sue bellezze naturalistiche e paesaggistiche».

È quanto dichiara Andrea Francomano, coordinatore cittadino de Il Coraggio di Cambiare l’Italia, tra i primi ad aver sollevato il caso dell’incompatibilità ambientale e sociale di un ecodistretto nel territorio di Morano, oggi soddisfatto per la decisione responsabile assunta dall’Amministrazione comunale.

«Questo paese – dice Francomano – deve iniziare a saper vivere delle unicità che ha, dalla natura incontaminata che le sta intorno alle bellezze monumentali e paesaggistiche che la compongono. Se malauguratamente avessimo consentito la nascita di un impianto di trattamento consortile di rifiuti avremmo ipotecato, probabilmente per i prossimi 50 anni, le sorti di quest’area. Siamo consapevoli che la spazzatura, seppur differenziata, rappresenti un problema dei nostri tempi, ma non è creando megaimpianti che si superano le emergenze. Servono politiche regionali e locali più lungimiranti. Nel frattempo registriamo il dietrofront dell’Amministrazione comunale su una scelta che sarebbe stata scellerata e antipopolare. D’ora in poi, però, – questo l’appello di Francomano al Sindaco e all’esecutivo di Morano calabro – lavoriamo affinché le scelte che si adottano “nell’interesse della comunità” vengano concepite insieme e condivise, onde evitare di scadere in azioni decisamente antipopolari e nemiche del territorio. Proprio come quella della delibera sull’ecodistretto» (Comunicato stampa).

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