Migranti, Pd per gli Hotspot e contro chi specula



Negli ultimi tempi a proposito del progetto del governo Gentiloni di aprire un hotspot presso il porto, in alcuni casi il dibattito è sfociato nel razzismo. A porre l’accento su questa problematica è il Circolo del Pd di Corigliano Scalo. “La nostra città – si legge nel comunicato del Pd – in quanto area portuale, individuata da tempo a fungere da porto di sbarco (non poteva essere altrimenti), tra tanti difetti e limiti fa del suo meglio nella gestione dei migranti soprattutto per quanto riguarda i minori non accompagnati. Certo tanto ci sarebbe da dire su come migliorare attività ed iniziative da parte dell’amministrazione comunale spesso distratta ed approssimativa, ma non possiamo non sottolineare che come l’Italia è stata lasciata sola in Europa, Corigliano non ha ricevuto alcuno significativo aiuto dai comuni del territorio, se si fa eccezione per Cassano che nell’ultimo sbarco ha accolto 140 ragazzi. In tutto questo la decisione del Governo per un Hotspot da istituire nel nostro porto non può rappresentare per nessuno – puntualizza il Pd – il pretesto per alzare muri inutili e barricate razziste. Gli hotspot non sono altro che uno strumento per rendere efficace l’attività di accoglienza che già si svolge nel nostro porto nella fase di sbarco di queste persone, con lo scopo di permettere la identificazione e l’accertamento dei motivi per cui si trovano in Italia e procedere poi alla redistribuzione sul territorio nazionale. L’hotspot quindi rende solo più efficace e può migliorare la gestione anche sanitaria nei giorni successivi dei minori non accompagnati, che spesso è un problema per le strutture che li ospitano. Condividiamo la posizione del Governo nel tenere alto il livello di confronto con l’Europa per dividere lo sforzo tra tutti i suoni paesi e limitare gli arrivi contrastando i mercanti di esseri umani e gli scafisti e promuovendo interventi e politiche di aiuto nei paesi di origine. Non puó reggere all’infinito questo esodo continuo! Speculare sul fenomeno, però, alimentando paure e incertezze è populismo, ormai di moda, portato avanti da movimenti e partiti di destra che ci riportano al ventennio della prima metà del novecento, abbiamo visto poi le conseguenze. Un populismo che non aiuta e né propone ricette per la soluzione del fenomeno, oltre a quello dei muri e o dell’abbandono in mare. Non sono i migranti che creano disoccupazione, lavoro nero, mala sanità, cattiva politica, illegalità, disuguaglianze, cattivo uso del territorio e depauperamento istituzionale ed amministrativo. Problemi atavici che, purtroppo, affliggono il territorio da decenni».

 

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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