Mercato rionale: c’è chi è contento e chi invece no. Cosa fare?

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Fiera-mercato di Trebisacce: chi fa affari e chi si lecca le ferite. A fare affari sono certamente i commercianti ambulanti, quasi tutti pugliesi, che ogni ultima domenica del mese piombano nella cittadina jonica e fanno affari d’oro perché il mercatone che si tiene ogni ultima domenica del mese a Trebisacce ha una tradizione ormai antica e consolidata per cui nella cittadina jonica arrivano frotte di persone da tutti i paesi della provincia di Cosenza. Ogni ultima domenica del mese Trebisacce si trasforma in una piccola Casablanca in cui il traffico diventa ingovernabile, le bancarelle, le auto, i furgoni e le bancarelle degli ambulanti occupano tutte le strade impedendo la circolazione normale ed eventualmente quella delle ambulanze. Poi c’è l’affluenza abnorme di gente che provoca ressa e confusione che spesso genera problemi di sicurezza e di ordine pubblico. In ogni caso pur nella confusione fanno anche affari, o spesso presumono di farne, le famiglie che hanno difficoltà a sbarcare il lunario e aspettano il mercato per acquistare merce di ogni genere, dall’abbigliamento, ai casalinghi, dagli alimentari alle calzature e perfino alle suppellettili e ai mobili. Sicuramente fa affari il Comune che dal canone che i commercianti pagano per il diritto alla piazzola riesce ad incassare una cifra annuale con diversi zeri. Ad essere meno entusiasti del mercato ed a leccarsi le ferite il giorno dopo sono invece i commercianti a posto fisso che, oltre alle tasse, pagano affitti per gli esercizi commerciali, pagano il personale, pagano la luce e quant’altro per tenere aperto il negozio e che si lamentano perché dal mercatone mensile subiscono una concorrenza spesso illegale e certamente meno oberata di oneri fiscali. Il Comune per la verità è venuto incontro alle lagnanze dell’Assopec (l’associazione dei commercianti) riducendo di parecchio il numero degli ambulanti, ma la concorrenza rimane forte e a volte spietata, tanto che non pochi esercizi commerciali sono costretti a chiudere i battenti. Oltre ai commercianti a posto fisso che farebbero volentieri a meno del mercato di fine mese ci sono le famiglie e gli esercizi commerciali che gravitano nell’area del mercato che praticamente si estende per quasi tutta la Marina. Molte famiglie, per esempio, sono costrette, il giorno prima, a parcheggiare la propria auto lontano da casa per fare spazio ai mercatanti che arrivano di buon ora per allestire le bancarelle. Ci sono poi le abitazioni private e gli esercizi commerciali del posto, che subiscono una serie di disagi di cui farebbero volentieri a meno. Da segnalare, a questo proposito, le “querelle” tra i proprietari di un locale caratteristico e particolare, aperto di recente al posto di una antico panificio, i cui giovani proprietari hanno avuto la delicatezza di allestire un bagno per disabili. Bene, nel giorno del mercato, sia il locale che il bagno diventano off-limits per la presenza, proprio dove è stato realizzato lo scivolo per i portatori di disabilità, di un grosso automezzo legittimato a occupare quella piazzola perché paga il canone annuale e a nulla è valsa finora la battaglia che i gestori del locale stanno conducendo nei confronti degli amministratori in carica.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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