Medaglia d’onore per il rossanese Espedito Brunetto, internato in un lager nazista

Lo scorso 2 giugno, in occasione della manifestazione celebrativa del 75° Anniversario della fondazione della Repubblica Italiana, svoltasi presso il Teatro “A. Rendano” di Cosenza, si è tenuta la cerimonia di consegna delle Medaglie d’Onore agli ex IMI (ex Internati Militari Italiani) deportati ed internati nei lager nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.
Tra i vari insigniti, anche il militare rossanese Espedito Brunetto, deportato ed internato in un lager nazista di Vienna (Austria) tra l’8 settembre 1943 e l’8 maggio 1945 per aver rifiutato di combattere al servizio delle forze militari naziste e fasciste.
A consegnare la Medaglia d’Onore in memoria di Espedito Brunetto nelle mani del figlio, Dott. Francesco Brunetto, è stato il Prefetto di Cosenza, S. E. Cinzia Guercio. Era presente anche il Sindaco di Corigliano-Rossano, Ing. Flavio Stasi.
Uomo dalle origini umili e dignitose, Brunetto Espedito è nato a Rossano il 14 agosto 1912 e ivi è morto, all’età di quasi 71 anni, il 9 marzo 1983. Ultimo di sette figli di Francesco e di Amodeo Rosa Carmela, sin dall’età di sette anni è rimasto orfano di padre. Nel corso della sua vita ha svolto vari mestieri, sempre con diligenza e onore, tra cui: panettiere; manovale per la costruzione della strada provinciale di Celadi a Rossano e per la costruzione degli argini del torrente Cino tra Corigliano e Rossano; operaio per il rimboschimento delle montagne della Sila Greca; operaio in vari frantoi oleari. Sposatosi il 2 settembre 1939 con Graziano Rosina, ha avuto cinque figli: Carmela, Anna, Concetta, Francesco e Giuseppe. Negli anni sessanta è emigrato in Germania per lavoro, prima nei pressi di Stoccarda, quindi a Gerresheim (Dusseldorf) e poi a Jettingen (Augsburg). Ritornato in Italia nel 1972, si è fermato per diversi anni a Bologna con la famiglia, svolgendo mansioni di operaio edile in diversi cantieri. Quindi, il ritorno nella sua Rossano prima di morire il 9 marzo 1983 (Comunicato stampa).

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