Mazza (candidato alla Camera):« In altre aree si pianifica mentre sull’Arco Jonico si gioca a nascondino

Il Comune di Lamezia Terme, la società Lameziaeuropa spa, il gruppo Almaviva, Thales e Ferrovie della Calabria hanno realizzato due incontri di lavoro sulla tematica della mobilità sostenibile. Obiettivo di sintesi dello studio, la valorizzazione della rete infrastrutturale esistente nell’area dell’Istmo, quindi nel corridoio funzionale tra le città di Lamezia Terme e Catanzaro. Argomento, tra l’altro, quello del corridoio funzionale tra le due città istmiche, ripreso recentemente dal Sindaco della città Capoluogo a seguito della querelle generatasi dalla richiesta di rinomina dello scalo lamentino in aeroporto di Catanzaro-Lamezia.

Domenico Mazza

Del resto, nel momento in cui disponi di un aeroporto internazionale, due città dalla demografia importante, un nodo ferroviario tra i principali del Mezzogiorno, una base operativa del potere burocratico e politico della Regione, un centro protesi interregionale dell’Inail, gli studios di Calabria film Commission, un’aula bunker, una serie di imponenti imprese a carattere commerciale, determinati interventi diventano d’obbligo. Se a questo aggiungiamo la prossima costruzione di un porto turistico nella piana lametina fra i più grandi del Mediterraneo, il desiderio di trasformare il porto di Catanzaro in Hub ed il passaggio di una linea AV nell’area, gli interventi a corollario da una condizione d’obbligo passano ad essere un imperativo.

Sull’Arco Jonico, invece, piuttosto che pensare a come connettere funzionalmente i tre principali porti, due aeroporti, porzioni di aree ZES non sottoposte ad unico e coerente controllo, cinque ambiti urbani dalla cospicua demografia più una serie di Centri medio-grandi sparsi tra la Costa e l’entroterra, la politica nell’espressione partitica storica è concentrata a come meglio riempire le caselle elettorali per conquistare una poltrona capitolina. Pur nella consapevolezza di non disporre di alcuna idea spendibile ed utile alla causa dell’Arco Jonico. Nessuna.

In effetti avere quanto su descritto, ma non metterlo in comunicazione ed in sussidiaria funzionalità intermodale, equivale ad avere, più o meno, una serie di cattedrali nel deserto note rispettivamente a quelle classi politiche che conoscono al massimo i confini del giardino della propria abitazione.  Pertanto, piuttosto che pensare ad una ricucitura funzionale e di tipo metropolitano tra i versanti jonici calabro-appulo-lucani, quindi ad una Autorità di bacino unica che da Taranto abbracci i porti di Crotone, Corigliano-Rossano e Gallipoli, ad un sistema che rimetta al centro gli aeroporti di Sant’Anna e Grottaglie, e soprattutto ad una rinnovata visione turistica fatta da 24 porti collegabili con le vie del mare, ci barcameniamo in idee folli. Una politica vecchia e priva di visione lungimirante che pensa alle autostrade del mare, ma senza immaginare rotte; metropolitane di superficie senza avere contezza dei punti di percorso della ferrovia jonica in cui avanzati processi di subsidenza stanno lentamente portando in mare i binari; rilancio del settore sanitario pensando alla messa in funzione di ospedali mai attivati e banalità simili. Ed ancora si confonde l’Alta Velocità ferroviaria con un treno a mercato, piuttosto che preconfezionare messaggi audio video nel quali si celebra il nulla mesciato al niente. Insomma, a idee e progetti significanti reali e concreti processi di crescita evolutiva si sostituiscono pensieri privi di logica e soprattutto sconnessi dalla realtà.

Agli amici crotonesi consiglio, vivamente, di decidere a quale santo votarsi. Se continuare a guardare la sua area matrigna (anche se non mi risulta che l’area pitagorica sia lontanamente inclusa nei piani descritti nel primo capoverso) o se aprirsi a guardare verso nord.Parimenti invito i sibariti a non perdere il proprio tempo nell’autocelebrarsi al centro del nulla. Se davvero (ed è l’unica via allo sviluppo per l’Arco Jonico) vogliamo aprirci al contesto lucano e pugliese rivierasco è necessario pianificare un futuro comune lungo il lembo jonico del nord est calabrese. Così come dico agli amici lucani e pugliesi di sganciarsi dalle morse dei rispettivi centralismi storici per guardare ad una ricucitura funzionale dei propri ambiti lungo la baia jonica.

Il destino dei popoli è quello di programmare progetti che funzionalmente e con sussidiarietà possano riverberare benessere ad intere collettività. Crotone, Corigliano-Rossano, in Calabria, così come l’area Metapontina, Taranto e il Salento di ponente, da sole non andranno mai da nessuna parte. E la storia degli ultimi 30/40 anni, lo dimostra ampiamente.  Invertiamo la tendenza cominciando a fare politica. Ma sul serio! Si allontanino gli appetiti personalistici e si inizi a guardare il territorio. Principalmente si comprenda che quest’ultimo non è, né mai potrà essere, una sommatoria di scampoli da sartoria. Solo se messi insieme, gli ambiti, ed abbinati con maestria, ci sarebbero i presupposti per imbastire il più bel vestito su misura che l’Arco Jonico abbia mai potuto immaginare.

 

Domenico Mazza – indipendente

Candidato Collegio Camera uninominale CO-RO-KR per la federazione Azione-Italia Viva.

 

 

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