M5S, l’esordio della Baldino a Paludi dove lancia l’allarme dell’astensionismo

La campagna elettorale in riva allo jonio mette al centro il tema delle infrastrutture, del lavoro, della sanità, della giustizia, del rilancio di un territorio da sempre marginalizzato. È la volta del M5S che a Paludi ha organizzato un evento alla presenza della candidata al collegio uninominale Vittoria Baldino, della candidata al Senato Elisabetta Barbuto, dell’europarlamentare Laura Ferrara, del Consigliere regionale Davide Tavernise. La Baldino ha puntato l’attenzione sul«decreto dignità, sul reddito di cittadinanza e il superbonus». Ha sottolineato l’importanza del sistema viario che incide «sullo spopolamento dei paesi dell’entroterra, vera linfa della Calabria: «Il territorio è stato vittima delle promesse mancate», rincara la parlamentare uscente. Occhio attento anche ai giovani calabresi: «Occorre creare le condizioni affinché restino nella propria terra». Alla domanda circa l’attività svolta dai cinque parlamentari uscenti espressione della Sibaritide dell’area grillina la Baldino risponde: «Oggi abbiamo la novità di due consiglieri regionali, e ciò costituisce un giusto collante che i parlamentari nazionali». La Baldino in questa campagna elettorale teme l’astensionismo, in Calabria il dato è ancora più alto per la sfiducia nei confronti delle istituzioni.

M5s

La Barbuto e il consigliere regionale Tavernise si sono soffermati sul tema delle infrastrutture: «alla statale 106, alla linea ferroviaria ionica, all’aeroporto di Crotone, ai due porti quello di Corigliano Rossano e quello di Crotone. In questi anni siamo riusciti ad invertire la tendenza all’isolamento della zona ionica generando un’attenzione costruttiva sulla statale 106 e la ferrovia oggi entrambe oggetto di commissariamento» afferma la Barbuto. La Ferrara rilancia il tema del salario minimo. «L’Europa ha tracciato la strada, tocca adesso all’Italia approvare quanto prima una legge che recepisca le indicazioni europee e garantisca salari adeguati a tutti i cittadini. In Italia, come evidenziato nel Rapporto annuale Inps, il 23% dei lavoratori guadagna meno di 780 euro al mese e questo non ha solo conseguenze drammatiche sul potere di acquisto di oggi, ma anche sulle future pensioni di domani. Il salario minimo europeo deve essere il punto centrale di una nuova era di diritti sociali».

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