L’INTERVENTO. Sorical e consorzi: organismi colabrodo, tra sprechi, speculazioni e idee sballate

Il carrozzone va avanti da sé con le regine i suoi fanti…, sono sicuro che il buon Renato Zero pensasse ad altro e non alla Sorical ed al Consorzio di Bonifica che di bonifici dei contribuenti vive, senza dare servizi apprezzabili e, spesso, senza pagare i dipendenti.

Nel riquadro Giuseppe Passavanti

Ma una cosa per volta:

Sorical subentra alla Cassa(svaligiata) per il Mezzogiorno(solo per la gestione delle reti idriche, ovvio). Di quest’ultimo ente rimangono sul terreno opere inutili o abbandonate, una su tutte: il Palazzetto di Insiti.

Dunque, per rispondere alla sete delle popolazioni da Cariati a Rossano, al posto di pensare a captazioni a monte, si decise la realizzazione di pozzi nel Trionto, sperando nella perforazione(andata a buon fine) di falde perenni o quasi. Alla prima rete adduttrice da 125, venne affiancata una gemella da 300, ben più potente della prima ed in grado di placare la sete dei centri in espansione residenziale, anche per lo spopolamento dei paesi montani. Bene, bravi, bis. Inutile dire che mai nessuno si è attrezzato per il teleallarme nel caso di rottura delle pompe, di un sistema, cioè, di avviso immediato del blocco, anche perché da sempre le ditte appaltatrici della manutenzione si trovano come minimo a Trebisacce. Ovvio che con il fermo delle pompe o con la rottura della rete, di cui dirò ora, si svuotano i serbatoi, le piccole vedette lombarde, danno l’allarme, partono escavatori e maestranze, cercano, scavano, riparano, rimettono in funzione, e la condotta impiega ore ed ore a ritornare in pressione ed a riempire i serbatoi. Tutto mentre tu rimani insaponato sotto la doccia, col ciccino bagnato, ti asciughi dalla schiuma, imprechi te la prendi col sindaco di turno, ora vai sui social, prima ti incazzavi al bar e così sia.

Lungo la condotta migliaia di giunti, alcuni costano anche 1000/2000/3000 euro o più, rattoppano tubazioni colabrodo che andrebbero sostituite.

E qui non bisogna chiedere a Draghi se nel Pnrr, si può finanziare un sistema nuovo e moderno che eviti scene da VI mondo(nel terzo le opere missionarie per prime assicurano l’acqua potabile). Se può avere fine questa odissea che peggiora la qualità della vita e raffredda il ciccino della gente.

Altro capitolo il consorzio di bonifica che nulla ha bonificato. Qui, in specie a monte della SS106 un impianto realizzato a schiena d’asino, avrebbe dovuto invasare le acque della diga(mai realizzata ma spesi 35 miliardi) sul Laurenzana, ovvero, dalla parte opposta le acque del Crati pompate a monte da una apposita stazione. L’impianto realizzato magistralmente dalla Sacaim di Venezia, venne dotato di elettrovalvole per gestire centralmente i pozzetti nei diversi fondi agricoli. Nulla di tanto, perché molti proprietari hanno manomesso gli impianti, vi riversano acqua di pozzi propri e quando arriva, la merda del Crati che, ovviamente, negli anni ha ammorbato le falde delle pianure. Di notte, poi, non irriga più nessuno e non accusate il reddito di cittadinanza, per questo motivo l’acqua in pressione finisce, spesso a mare, come affluente del Crati, a base di cacca cosentina e della Valle dell’Esaro.

Si aspetta dall’assessore Gallo(persona seria) un intervento ad horas, anche per i processi di esazione affidati ad una società, mi pare, comasca, che ricorre, pure per cifre modestissime(50/60 euro) al fermo amministrativo di auto, con le aggravanti del caso. Una soddisfazione per soggetti, mi si dice, che rispondono come automi alle pressanti telefonate degli utenti inguaiati da esborsi onerosi per la cancellazione del provvedimento sanzionatorio.

Gioielli quotidiani che nel tempo Dc-Pd-Udc-Msi-eviacosì, non hanno voluto risolvere, con buone pace dei contribuenti ma non del loro ciccino e del portafogli.

GIUSEPPE PASSAVANTI – GIORNALISTA

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