L’INTERVENTO. Si spoglia un santo per vestirne un altro… Mentre lo Jonio soccombe

Domenico Mazza

Lascia l’amaro in bocca dover constatare che dopo circa un mese e mezzo, timidamente qualcuno inizia a svegliarsi.
Nell’ultimo periodo ho scritto spesso della vicenda covid, non covid, hub e spoke, sperando sommessamente in un sussulto delle classi dirigenti, amministrative e non solo.

Dispiace tuttavia appurare che destina meraviglia gli ordini di servizio a cui sono state sottoposte figure mediche, pur sapendo che gli stessi sarebbero stati conseguenziali all’atto intrapreso. Deludono comunicati in cui ancora si parla di sanità sperando, magari con accondiscendenza a scelte scriteriate, di poter avere un Presidio di secondo livello partendo dalla semplice e riduttiva riorganizzazione dagli ospedali di Cariati e Trebisacce insieme allo spoke di Corigliano Rossano. Stupisce ancora il silenzio di tanti, che magari ingoiano bocconi amari, ma devono comunque deglutirli perché i loro padroni hanno voluto così.

Forse sarebbe opportuno illuminare taluni ed indirizzarli verso l’orizzonte a cui direzionare le loro invettive, chiarendo magari che le posizioni di un’Asp non sono stabilite dalla direzione di un distretto, ma da una sede in bella mostra sita sul Viale degli Alimena, che non mi risulta essere annoverato nello stradario di Corigliano Rossano.
Ma del resto perché stupirsi! Non si è stati in grado di pretendere l’accorpamento dei due distretti Jonio Nord e Jonio Sud neppure a seguito della fusione amministrativa delle due ex città, figuriamoci la “pretesa” di rispedire al mittente le regalie del Capoluogo.
E magari poco importa se pezzi dei due distretti vengono annessi ad altre realtà sanitarie, tanto poco importa se poi il distretto Jonico scendendo sotto i 150mila abitanti non potrà neppure mantenere lo spoke.

Magari ti aspetteresti che nella visuale di scorporare la sanità Jonica dal famelico Capoluogo, non si adduca solo alla linea rivierasca, ma si tenga bene a mente che la Sila Greca è parte integrante del distretto Jonico e che sulla stessa insistono due ospedali di montagna. Ed ancora potresti sperare che nel citare Cariati si tenga presente che lo stesso Presidio aveva una funzione baricentrica alla bassa Sibaritide ed all’alto Crotonese. Ma soprattutto vorresti che si conoscessero le modalità che prevedono la costituzione e l’eventuale pretesa di un hub: 300mila abitanti (che la Sibaritide da sola non ha neppure se nella conta aggiungiamo gli animali da compagnia).
E continua la meraviglia nel non cogliere una visuale unitaria capace di focalizzare anche in minima parte il dramma economico verso cui l’area jonica sta andando a sbattere il muso. Ieri come Comitato Magna Graecia, snocciolavamo dati da far accapponare la pelle anche ai più insensibili. Giova ricordare che dalle noste parti è finito da tempo l’indotto dell’Enel, più a sud  quello della Pertusola; non c’è più un tribunale, la mobilità su ferro (con relativo personale un tempo impiegato nelle ormai chiuse stazioni) è rimasta ai tempi del Far West e l’unico aeroporto, con relativo indotto, è oggetto di continue minacce da parte di Sacal. Per non parlare della sanità, gioco ormai fatto dalla classica coperta troppo corta. Per il rotto della cuffia ci riconoscono una filiale Inps ed è di ieri la notizia dell’elevazione a Distretto del commissariato di PS. Tutto il resto è agricoltura, terziario, impresa (piccola e media), prevalentemente turistica e ricreativa. Ed in tutto questo sommario scenario dagli apocalittici risvolti, guardiamo al dito e non alla luna. Era chiaro che per vestire un santo ne avrebbero spogliato un altro! È la dinamica dei lupi, trattai l’argomento in altro editoriale www.ufficistampanazionali.it/2020/04/13/in-tempo-di-corona-i-lupi-si-travestono-da-agnelli/.
I predatori s’affrontano con fare felino, non suffragando le loro posizioni recitando il ruolo degli agnelli. Solo qualche mese fa si assisteva al teatro delle marionette nel tentativo di chiudere un reparto di Pediatria (tenuto in vita con il prestito a diritto di riscatto di qualche medico da Cetraro di prossima clausola rescissoria) ed oggi ci illudiamo d’allestire un reparto Covid in barba a tutte le disposizioni ministeriali, regionali e di buon senso, perché di colpo siamo diventati uno spoke leader? Uno spoke che nasce come tale non potrà morire diversamente! Siamo ancora in tempo però, a modificare la destinazione d’uso di ciò che dovrà nascere nella terra di mezzo, che rischia sulla carta di essere il clone dell’attuale inefficienza sanitaria, passato recentemente anche alle cronache domenicali de La 7. Sullo Jonio non si muore solo di Covid! Si muore d’infarto, di patologie cardiache; eppure nessuno batte ciglio sul fatto che Catanzaro abbia tre emodinamiche parimenti a Cosenza Castrovillari e Belvedere, mentre Corigliano Rossano e Crotone neppure una. Sullo Jonio si muore di sanità non erogata! Già, perché se le spese sanitarie d’oltre Pollino vengono corrisposte dalla Regione, le spese per  viaggi e soggiorni della speranza costringono le persone a vivere in condizioni d’indigenza. Sullo Jonio si morirà d’economia ingessata! Qualcuno si è chiesto come faranno le imprese turistiche e della ristorazione (e relative maestranze e sottoposti) disseminate lungo i duecento km di costa da qui a qualche mese?
Sarà un disastro di proporzioni bibliche!

Forse qualcuno pensa che i capoluoghi storici ci daranno una mano? Dal 30 al 25% degli abitanti di Catanzaro, Cosenza, ma anche di Castrovillari, Vibo e Paola sono impiegati nell’indotto statale, contro un misero 6% delle due principali città dell’arco jonico.
Costoro disconoscono finanche l’allocazione di Corigliano Rossano e Crotone. Mi chiedo: cos’altro dovranno toglierci per sperare in un sussulto d’orgoglio e dignità? Forse l’aria? A quel punto potrebbe essere troppo tardi! Quoto, allarghiamo gli orizzonti, guardiamo oltre gli steccati! Giocoforza la sibaritide ed il crotoniate hanno bisogno vicendevole dei loro risicati numeri, perché due singole debolezze insieme possono rappresentare un valore aggiunto, algebra docet. Continuando con grette logiche localistiche, mantenendo delle visuali limitate e superate dalla storia, saremo sempre terre di conquista e serbatoi elettorali dei capoluoghi storici.

Domenico Mazza, cofondatore del Comitato per la Provincia della Magna Graecia.

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