L’INTERVENTO. I fantasmi delle anonime SRL, spina dorsale della produzione Magnograeca

Vincenzo Calzona


La situazione emergenziale del Paese, ancora più drammatica al sud Italia ed in particolar modo nell’area jonica magnogreca, desta diverse preoccupazioni. Sarebbe opportuno considerare come concreta, la possibilità che molte piccole imprese, pur autorizzate a ripartire, non lo faranno. La decisione in tal senso potrebbe scaturire dalla preesistente situazione economica, già  al limite della sopravvivenza.
Inoltre l’andamento delle entrate registrato negli anni precedenti, stagnante se non ancora recessivo in alcuni settori, inibirà notevolmente la capacità di rischio aziendale.
Se a tutto questo si unirà una prevedibile contrazione dei corrispettivi nei prossimi mesi e l’aumento dei costi certi per l’adeguamento alle nuove normative sanitarie, il tutto sarà reso ancora più difficile. Pertanto, non  è improbabile che in molti riterranno, di non assumersi ulteriori rischi ed indebitamenti. Potrebbe rivelarsi propizio pensare ad una sorta di rottamazione delle licenze per alcune attività, così da escludere anche la possibilità che molte aziende possano essere acquisite da anonime srl dietro cui potrebbero celarsi le mafie che rileverebbero con piccoli investimenti buona parte del sistema distributivo minore, vera spina dorsale del sistema produttivo della Magna Graecia.

In attesa delle risorse per attuare tale programma, resta necessario garantire un sussidio congruo e certo, magari pensando ad un utilizzo di questi lavoratori inattivi in lavori di pubblica utilità, invitandoli a dare il loro contributo, fruendo delle professionalità individuali.
Così, attendendo i provvedimenti a fondo perduto, commisurati al fatturato degli anni precedenti, si potrànno quantificare gli indennizzi in una misura che tenga conto non solo del danno emergente ma anche del lucro cessante, poiché non si può neanche ignorare la perdita di valore della merce presente e vendibile nei magazzini al momento della chiusura obbligatoria.
In tal modo si raggiungerebbe il duplice risultato di evitare una posposizione degli effetti economici insanabili, che, purtroppo per molte aziende , si sono già consolidati e si potrebbe dare la possibilità a molti piccoli imprenditori di riconvertire le proprie attività ed il proprio lavoro in funzione di ricostruzione e rilancio generale dell’area jonica in un quadro organico e non lasciato all’improvvisazione.
Una possibilità potrebbe essere rappresentata dalla concessione a tutti coloro che hanno perso il lavoro, dell’utilizzo e la messa a reddito dei beni demaniali, regionali, comunali, liberi da concessioni e vincoli contrattuali già assunti, nonché delle aziende e dei beni acquisti al patrimonio dello Stato provenienti dalle confische alle mafie ed ancora inutilizzati; disponendone l’obbligo di custodia, la valorizzazione e mensili rendicontazioni a cura della guardia di finanza e dell‘agenzia delle entrate.

Vincenzo Calzona — Comitato per la Provincia della Magna Graecia.

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