L’INTERVENTO. Corigliano Rossano, l’importanza dell’essere “Capoluogo”: persi 10milioni di euro



Alcuni giorni fa sono stati individuati i Comuni beneficiari del contributo previsto dalla legge 160 del 27 dicembre 2019 e dal DPCM del 21 gennaio 2021. (https://dait.interno.gov.it/finanza-locale/notizie/comunicato-del-31-dicembre-2021).

Nel riquadro Mimmo Mazza

Tali contributi, da destinare ad investimenti in progetti di rigenerazione urbana e volti alla riduzione dei fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, sono confluiti nell’ambito del PNRR e, complessivamente, ammontano a 3.4Mlr€. Concorrevano, di diritto, tutti quei Comuni Italiani, la cui popolazione era compresa tra 15000 e 49999 abitanti, per un massimo di 5Ml€. Quelli con popolazione compresa tra 50000 e 100000 ab. per un massimo di 10Ml€. Infine tutti i Comuni del Paese con popolazione superiore ai 100001 ab., nonché i Capoluoghi di Provincia e le Città Metropolitane, per un massimo di 20Ml€. Sicuramente una buona notizia!  Ben 6 comunità dell’Arco Jonico e, complessivamente, 18 Comuni calabresi, avranno a dispozione una discreta quantità di fondi per pianificare gli interventi presentati nei rispettivi progetti che erano stati depositati a giugno del 2021.

Mi sia concesso, però, di fare una piccola riflessione. Quanto meno per chiarire a Chi ancora disconoscesse le prelazioni di cui gode un Capoluogo rispetto le altre Municipalità.La città di Corigliano-Rossano, con i suoi 77mila abitanti, beneficerà di 10Ml€. Anche se gli ex Comuni fossero stati separati, cumulativamente avrebbero ricevuto la stessa somma. Tuttavia si condividerà che una cosa sono 5 milioni per ognuno dei due ex Comuni, altro è disporre della cifra congiunta e magari indirizzarla ad un progetto inclusivo, coerente e di larghe vedute, per le due circoscrizioni della nuova Comunità.  Il nocciolo della questione, piuttosto, è da identificare nella valenza che avrebbe assunto un ruolo di Capoluogo o Cocapoluogo, atteso che i finanziamenti sarebbero stati nella misura del doppio rispetto a quanto spettante.

 Per avere ancora un quadro più completo, si pensi che nella Provincia del BAT ai tre Cocapoluoghi della Area spetteranno 60Ml€ complessivi, suddivisi in parti uguali per le città di Andria, Barletta e Trani.  Mi si dirà che 10Ml sono, comunque, una cifra notevole. Certamente! Ma, di sicuro, non sono 20. Quanto ho cercato di esprimere ha il solo scopo di esternare la consapevolezza che uno status, talvolta, più dell’essenza stessa, concorre a rendere emancipata e destinataria di interventi una città o un ambito ad essa collegato.  Senza nulla togliere ad altri, alla fine ci si scontra con la realtà, come sempre, fatta da due pesi e due misure. Se si considera, ad esempio, che Isernia, percepirà 20Ml, mentre una città demograficamente quadrupla del Capoluogo molisano e con un territorio pari ad 1/4 della Capitale ne avrà solo 10. Ed ancora, il semplice status di Capoluogo o Cocapoluogo, blinda i servizi all’interno di quella Comunità ed a diretto servizio di un ambito ad essa afferente. A suffragio di ciò si pensi ad Urbino, il cui presidio di giustizia avrebbe dovuto essere tra quelli soggetti alla scure della soppressione per spending review, ma, che per il sol fatto di essere Capoluogo insieme a Pesaro nell’omonima provincia, non fu soppresso.

 O si pensi anche alla sussistenza delle aziende sanitarie, allocate solo nei Capoluoghi di provincia, senza aver, minimamente, dato conto a quelle che erano le esigenze dei territori. Ed ho citato solo alcuni esempi, per non dilungarmi più del dovuto, ma si potrebbero scrivere volumi a riguardo.  Eppure, ancora oggi, Qualcuno sostiene che un Capoluogo non serva a nulla, che le Province non abbiano alcuna funzione e che, magari, il peso specifico (e politico) di un territorio possa misurarsi in base alla dose d’arroganza e protervia dei saccenti (solitamente presuntuosi) in esso residenti.  Considerato che le Province saranno, presto, rispolverate dal limbo in cui la legge Del Rio le ha fatte piombare, ma, con ogni probabilità, verranno ottimizzate come enti d’Area Vasta e si procederà ad una loro più consona ripartizione fuori dalla scriteriata perimetrazione attuale, Qualcuno è in possesso di una misura magica per dare, contestualmente, più peso specifico alla città di Crotone e la sacrosanta emencipazione a Corigliano-Rossano, fuori da un contesto che si chiami Area vasta della Magna Graecia?  Se ci fosse, sarei felice di leggere un report, una bozza di progetto… L’eventuale disegno, però, dovrebbe tener conto di alcuni capisaldi che saranno alla base della nuova visione degli Enti intermedi: non possono essere istituiti nuovi Enti e quelli presenti dovranno essere ottimizzati per tetti demografici di almeno 350mila ab., e superfici territoriali di, almeno, 2500km². In attesa di eventuali proposte/progetti alternativi, colgo l’occasione per augurare a Tutti buon anno.

Mimmo  Mazza – Cofondatore comitato Magna Graecia

 

 

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