Lavoro. Discriminazioni sugli invalidi civili. Lettera inviata a I&C

Riceviamo e pubblichiamo una lettera pervenuta in redazione. L’autore chiede la più assoluta riservatezza circa l’identità. Noi accogliamo la richiesta e focalizziamo l’attenzione sul contenuto, meritevole di attenzione mediatica.  Di seguito il testo:
«Chi preme i tasti del pc ha 29 anni,  diplomato in tecnico dei servizi turistici e residente nella costa jonica cosentina.  Lo scrivente è invalido civile per la vista ed è appartenente alle categorie protette legge 68/99 al 81%. Per la legge dovremmo essere i primi ad avere un lavoro ma nella realtà non è per nulla cosi . A parte quei pochi concorsi pubblici, le aziende private  fanno molti problemi ad assumere noi perché, a detta loro, assumere uno appartenente alla legge 68/99, significa andare incontro a molta burocrazia e a numerosi ed ovvi controlli. Se poi, come nel mio caso, non si è automuniti non se ne parla nemmeno di  assunzioni. Tra le prime eccezioni mi sbattono in faccia l’amara realtà:  come vieni a lavorare se non guidi? Altro pugno ulteriore nello stomaco.  Si dimentica però che esiste un servizio pubblico della regione calabria che fornisce a noi disabili la tessera per viaggiare gratis sui bus 
Ma la vera domanda che mi pongo è questa: SARÀ UN PROBLEMA MIO DI COME VENGO A LAVORARE O MENO? Per concludere nel mio caso   con problemi di vista  mi sento dire COME FAI A  FARE QUESTO LAVORO SE NON VEDI? Ovvio non vado certo a fare il muratore ( per esempio)  se ho inviato il curriculum vitae è perchè lo posso fare.  Eppure assumere noi  sarebbe un obbligo grazie alle nostre sfortune  hanno numerose agevolazioni.  La mia sfortuna è quella di non avere prove su ciò che dico  in quanto sono state parole dette personalmente e che potrebbero tranquillamente negare motivo per il quale non farò nomi dei soggetti interessati . Servono assolutamente più controlli  nuove modifiche  insieme a sanzioni più severe».

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