La Storia al Tempo del Coronavirus di Domenico Mazzullo



La Storia al Tempo del Coronavirus –  Una piacevole, ma seria conversazione con una mia carissima Amica, ieri, mi ha fornito lo spunto per questa odierna pagina del nostro Diario.
Si parlava, ovviamente, del Coronavirus, come spesso accade ormai e ci chiedevamo che traccia avrebbe lasciato nell’animo di ognuno di noi questa esperienza, così tragica ma anche così particolare, unica, imprevedibile, quasi incredibile e uscita da un film di fantascienza, piuttosto che da una ben triste realtà.
Lei mi raccontava, stupita e meravigliata, quasi impressionata, che La Sua figlia di sette anni, con aria molto seria e compunta, a proposito di questo argomento le aveva detto, il giorno precedente:
”Mamma, ormai nulla sarà più come prima”, con una maturità e una capacità di preveggenza, assolutamente inusuale a quella età.
Io, nel complimentarmi con Lei per la acutezza di pensiero della bambina, ho, dal canto mio, aggiunto che ciò che la bambina temeva, costituisse invece, la mia più ottimistica speranza, ossia che nulla sarebbe tornato più come prima, ma ho confessato che il mio costituzionale pessimismo cosmico, mi inducesse a pensare invece, che purtroppo, superato un primo momento di euforica esaltazione, tutto sarebbe invece tornato esattamente come prima, nella sua stolta misura.
A difesa della mia tesi assolutamente pessimistica e disfattista ho aggiunto che mai sentenza è stata più abusata, ma anche smentita dai fatti, di quel famoso detto “Historia magistra vitae”, meraviglioso a dirsi, ma assolutamente utopico e irrealizzato, come purtroppo i fatti storici stessi dimostrano e confermano.
Se così fosse, dopo la prima, o massimo seconda vicenda bellica, l’uomo avrebbe dovuto imparare, dalla esperienza degli eventi, che la guerra, iniziata con grande festosità e baldanza da entrambi i contendenti e conclusasi dopo una inevitabile carneficina, con la vittoria dell’uno e la sconfitta dell’altro, con altrettanta festosità e baldanza, in realtà non aveva minimamente risolto i problemi, o le cause per cui era iniziata, anzi spesso le aveva ulteriormente complicate, rivelandosi quindi assolutamente e irrimediabilmente inutile.
Se l’essere umano fosse stato capace di imparare dalla esperienza e quindi dalla Storia, le guerre sarebbero dovute sparire dalla faccia della Terra fin dalle prime contese tra Homo sapiens e Homo di Neanderthal.
Ma così non è stato e la Storia non ha insegnato. E continua a non insegnare.
L’uomo continua a non imparare e a commettere, a ripetere gli stessi stolti errori.
A questo punto la mia Amica, colpita dal mio pessimismo e forse sconcertata da questo, mi ha citato una frase che aveva letto e che ad esso si addiceva:
“La Storia è una Maestra che insegna in un’aula vuota”.
Sono rimasto ammutolito e colpito, ammirato per la profondità della sentenza, alla quale ho continuato a pensare e sulla quale ho continuato a riflettere fino ad ora che ne scrivo.
Non è vero che la Storia non insegni, come siamo abituati ad affermare. 
Al contrario La Storia insegna e tantissimo, forse addirittura tutto, ma sono i discenti che mancano, che disertano l’aula dove la Storia stessa tiene lezione, costringendola ad insegnare in un’aula vuota. Siamo noi uomini, gli scolari ingenui e sciocchi, che abbiamo disertato l’aula della vita, ove la Storia tutti i giorni tiene la Sua preziosa lezione.
Purtroppo temo che lo stesso accadrà per questa ultima lezione che la vita ci ha riservato, del tutto nuova e inattesa, diversa e inusuale. 
Non la solita guerra devastante, una carestia che ci affama, un cataclisma che ci distrugge o ci sommerge, ma un minuscolo, microscopico virus invisibile, che semina morte, rammentandoci, ancora una volta, la nostra immensa debolezza e vulnerabilità, tanto più sciocca, quanto più stoltamente e superbamente ci crediamo potenti.

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