La Settimana Santa e il Codex Rossanensis: un legame inscindibile, racconto di Martino A. Rizzo

In occasione della Settimana Santa non si può non parlare del Codex Purpureus Rossanensis, uno dei capolavori presenti a Rossano che è tra le migliori e più antiche rappresentazioni al mondo di questo importante appuntamento religioso. Rossano non ha avuto un Beato Angelico o un Piero della Francesca oppure un Mattia Preti o comunque altri famosi artisti che hanno lasciato preziose testimonianze pittoriche nelle chiese, ma c’è stato e c’è il Codex che ancora molti secoli prima ha immortalato con preziose miniature questi avvenimenti religiosi. Il Codex, che è stato oggetto di decine e decine di approfonditi ed eruditi studi, certamente non può essere raccontato in un breve articoletto, ma quello che oggi si vuole sottolineare è che i rossanesi hanno in casa un capolavoro che ha raffigurato, in modo esemplare e unico al mondo, la Settimana Santa, rinviando al sito www.CodicePurpureoRossanese.it per gli approfondimenti e la consultazione dei tantissimi studi sull’argomento. Il Codex riporta i Vangeli di Marco e Matteo e contiene quindici tavole con miniature che illustrano passi del Vangelo. Ogni miniatura del Codex è un’opera d’arte, ma in questo articolo, per problemi di spazio, si parlerà solo di qualcuna più strettamente rappresentativa dei riti della Settimana Santa. Si parte con la miniatura che ricorda la Domenica delle Palme e l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme. La miniatura consta di tre parti. Ci sono i Profeti e in alto si notano piccoli gruppi di persone festanti che evidenziano la presenza di una folla numerosa. La scena è una delle più ricche di particolari dell’arte pittorica bizantina.

A sinistra si vedono due discepoli – quello più anziano, Pietro e forse Giovanni − e due fanciulli su un albero di cui uno sta staccando ramoscelli mentre l’altro è appollaiato nella folta chioma. Al centro c’è Gesù a dorso di un asinello davanti al quale due giovani stendono i tappeti, mentre una folla acclama portando nelle mani rami di palma. In fondo a destra si vedono le alte mura della città dalla cui porta escono quattro bimbi festanti, mentre altri quattro fanciulli si sporgono dalle finestre, agitando anche loro ramoscelli di palma.
La miniatura del Giovedì Santo con l’ultima cena e la lavanda dei piedi descrive due avvenimenti, distinti e separati nella tavola miniata, che sono raccontati da tutti e quattro gli Evangelisti. Nella miniatura la cena viene consumata attorno a un tavolo semicircolare, marmoreo e venato, ricoperto con tovaglie colorate di oro e decorate con tre uccelli, imbandito con un’unica coppa e due pani. Tra i commensali, sdraiati sui loro letti, c’è Cristo collocato dal pittore all’estrema sinistra, non al centro come invece Leonardo ha descritto la scena nel suo famoso dipinto, a testimoniare con umiltà di essere soltanto un uomo tra altri uomini.

La distribuzione del pane è un’altra miniatura dedicata all’istituzione dell’eucarestia (con il pane e con il vino), la quale ha valore liturgico, a differenza della precedente dell’ultima cena, che ha carattere storico. La miniatura della distribuzione del vino completa la scena della miniatura precedente. La miniatura di Gesù nell’orto del Getsemani racconta l’avvenimento narrato da tutti e quattro gli Evangelisti.

La parte superiore presenta, sotto un cielo stellato e uno spicchio di luna, due diverse scene: quella di destra è occupata da Gesù nell’atto della preghiera rivolta al Padre, mentre quella di sinistra rappresenta il Cristo che sveglia gli apostoli Pietro, Giovanni e Giacomo. Questa miniatura col suo cielo bellissimo è considerata il primo notturno della storia della pittura.
Con Cristo davanti a Pilato, quest’altra miniatura contiene in alto a sinistra l’iscrizione: “Poi, messolo in catene, lo condussero e consegnarono al governatore Pilato” (Matteo XXVII, 2). Nella raffigurazione da sinistra avanza Cristo con il solito costume e con le mani nascoste sotto il mantello mentre guarda il più vecchio dei due uomini che lo precedono, il quale volge a lui il capo e gli parla come dimostra il gesto della mano destra, mentre il più giovane è rivolto verso Pilato.

Di certo si tratta di due sacerdoti che accusano Cristo in quanto hanno una strettissima rassomiglianza con i due sacerdoti ai quali Giuda, nella miniatura successiva, restituisce il denaro. A destra di Pilato, che siede in trono, stanno cinque uomini di varia età, funzionari imperiali, che guardano Cristo.
La miniatura del pentimento e della morte di Giuda si trova in basso sullo stesso foglio di quella di Gesù davanti a Pilato. Sotto la miniatura si legge l’iscrizione (Matteo XXVII, 3-5): “Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti e agli anziani dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «Che ci riguarda? Veditela tu!». Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi”.

I due sacerdoti stanno sotto un baldacchino formato da quattro colonne venate, con basi quadrangolari e capitelli con foglie di acanto spinoso, che sorreggono una cupola coperta di tegole, internamente decorata con cassettoni e rosoni alternati. Sotto il baldacchino uno dei sacerdoti, quello vecchio e barbato, si ritrae indietro volgendo il capo e avanzando le mani in atto di ripulsa. Per non coprire la figura del sacerdote, una delle colonne del baldacchino è collocata più indietro, invece che al suo posto naturale. Alla sinistra del vecchio, fuori del baldacchino sta in piedi l’altro sacerdote più giovane, di cui si vede solo la parte superiore, il quale leva la destra parlando e guardando verso Giuda che avanza curvandosi e portando nelle due mani i trenta denari, alcuni dei quali cadono a terra. Nella parte destra è figurata la morte di Giuda che si impicca al ramo di un esile albero con una corda che gli stringe il collo con un nodo scorsoio ben visibile, mentre le braccia penzolano lungo suoi fianchi e le maniche del vestito sono rimboccate fino al gomito.
La Tavola XIV raffigura la scelta degli ebrei tra Gesù e Barabba. Nel mezzo è raffigurato, nel solito modo, Pilato sul trono. Lui guarda verso la sua sinistra e mentre parla tiene con la mano sinistra, per l’estremità, un rotolo puntato sul ginocchio. Accanto al trono, a destra, c’è un giovane funzionario che scrive con uno stilo su un dittico incorniciato di legno e ai suoi piedi stanno due rotoli.

In ambedue i lati, in semicerchio, ci sono gruppi di uomini di diversa età che avanzano. Nel piano inferiore della miniatura, a sinistra, c’è Gesù in piedi, eretto, in atteggiamento solenne tra due funzionari vestiti col solito costume, con quello a sinistra che tiene in mano un fascio di verghe mentre quello di destra si vede dal dietro e volge il viso in profilo verso Cristo. A destra Barabba, coperto solo con un panno, ha le mani legate dietro il dorso e i piedi incatenati e si torce, volgendo il capo con capelli e barba irsuti. Dietro di lui un servo con una tunica corta lo tiene fermo o forse gli scioglie le mani, perché il popolo chiede la libertà per il manigoldo. Un altro servo, davanti a Barabba, tiene in mano una corda che è legata intorno al collo del ladro, mentre guarda in alto verso Pilato come per aspettarne gli ordini.
Quante altre miniature si potrebbero descrivere, quanti altri particolari si potrebbero ancora raccontare! Ma come si diceva in apertura, sul sito codicepurpureorossanese.it è possibile consultare decine e decine di saggi sul Codex e sulla codicistica, scritti da eminenti studiosi e a questi studi si rimanda chi volesse approfondire il tema.

Martino A. Rizzo

 

I racconti di Martino A. Rizzo. Ogni mercoledì su I&C

Martino Antonio Rizzo, rossanese, vive da una vita a

Firenze. Per passione si occupa di ricerca storica

sul Risorgimento in Calabria. Nel 2012 ha pubblicato

il romanzo Le tentazioni della

politica e nel 2016 il saggio Il Brigante Palma e i misteri

del sequestro de Rosis. Nel 2017 ha fondato il sito

anticabibliotecacoriglianorossano.it. Nel 2019 ha curato la pubblicazione

dei volumetti Passo dopo passo nella Cattedrale di Rossano,

Passo dopo passo nella Chiesa di San Nilo a Rossano,

Le miniature del Codice Purpureo di Rossano.

Da fotografo dilettante cerca di cogliere

con gli scatti le mille sfaccettature del paese natio

e le sue foto sono state pubblicate nel volume di poesie

su Rossano Se chiudo gli occhi.

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