La dipendenza dalle droghe, come uscirne e come fronteggiare le ricadute



In molti finiscono nel tunnel della droga, giovani e meno giovani uniti da un unico denominatore: la fragilità. Su questa componente della personalità occorre lavorare e molto. C’è chi cade nella rete, e non riesce più ad uscirne, chi prova a risollevarsi attraverso dei percorsi dedicati e tra molte difficoltà riesce.

Un dato è certo: da soli non si va da nessuno parte.  I più recenti dati psicosociali a disposizione attestano che i soggetti con dipendenza da sostanze che intraprendono e portano a termine un percorso di recupero, sono esposti ad un elevato rischio di ricadute nel momento in cui tentano un reinserimento nel contesto sociale. Al fine di accompagnare in questa fase cruciale del processo riabilitativo gli utenti della Comunità “IL MANDORLO” a fine programma, nasce il progetto “RE-START” che vede quali obiettivi fondamentali quelli di: qualificare o riqualificare professionalmente i beneficiari del progetto attraverso il recupero e lo sviluppo di specifiche competenze lavorative; far acquisire loro progressivamente un’autonomia economica; reintegrare nel tessuto sociale i beneficiari inclusi nel presente percorso; rafforzare in loro un adeguato livello di autonomia, autosufficienza, autostima e capacità di comunicare i propri bisogni e le proprie risorse (empowerment); eliminare, ridurre, contenere il rischio di ricaduta nelle sostanze e/o il riemergere delle differenti forme di psicopatologia o comportamenti devianti.  La metodologia di conseguimento degli obiettivi sopra esposti prevede l’utilizzo di uno spazio abitativo per 2 soggetti ex-dipendenti, come strumento di realizzazione del “transito protetto” dalla Comunità Terapeutica al mondo esterno e si snoda attraverso le seguenti strategie d’azione: gestione ordinaria dell’appartamento e della propria persona; percorsi individualizzati di valutazione e bilancio di capacità e competenze; esperienza lavorativa contrattualizzata; trattamenti psicoterapici individuali, di coppia, familiari; mappatura luoghi di aggregazione formale e informale presenti sul territorio; coinvolgimento in incontri e serate di socializzazione ai quali vengono invitati individui appartenenti a gruppi parrocchiali, sportivi, teatrali, culturali, ecc., finalizzati a favorire l’inserimento del beneficiario in un gruppo che si muova su un interesse socialmente positivo. Dunque una molteplicità di esperienze e vissuti funzionali ed emotivamente significativi, al fine di facilitare una ricostruzione del mondo interiore del soggetto, spesso caratterizzato da percorsi degradanti e assai dolorosi. Proprio in questa direzione, e grazie alla disponibilità dell’Associazione “WHITE CASTLE”, il primo dei beneficiari ha trovato collocazione lavorativa presso il Castello Ducale di Corigliano Rossano, luogo di estremo prestigio ed importanza turistico-culturale cruciale per l’intera sibaritide. Una ripartenza vera e propria dunque, che si fa importante occasione di rinascita e di riscatto personale e sociale.

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