Italia-Marocco, profumi d’oriente a Rossano.



Di SAMANTHA TARANTINO
INCONTRO-ITALIA-MAROCCODimmi come mangi e ti dirò chi sei… Cibo, cultura e conoscenza.
Le differenze si abbattono anche così. “Diamoci una mano… conviviando”, la cena interculturale Italia-Marocco organizzata e curata dalle instancabili socie dell’Associazione Ruskìa è stata un altro bel successo, salutato favorevolmente anche da Antonio Monaco, presidente del Lions Club “Rossano-Sybaris”. Al suon delle inconfondibili note arabe che richiamano atmosfere lontane dal profumo speziato dei suk stracolmi di colori, l’Hotel San Luca di Rossano, per una sera, ha ospitato racconti e immagini di un Nord Africa a noi molto vicino. Ad accogliere i numerosi banchettanti, una brocca di latte e dolcissimi datteri, il simbolo dell’accoglienza delle famiglie marocchine. Abbondanza, felicità e fecondità. Ai nuovi nati, secondo la tradizione, viene infatti bagnata la bocca di latte e miele affinché la sua vita possa scorrere bianca, pura e dolce senza dispiaceri.
A spiegare le portate che si sono succedute durante la cena, arricchita da racconti e curiosità, è stata la frizzante voce di Miriam Hanouni, adolescente originaria orgogliosamente di Casablanca e cittadina coriglianese da quando aveva pochi mesi, che ha contribuito ad allietare la serata. Una famiglia unita quella di Miriam, i cui genitori, commercianti a Schiavonea, sono giunti in Italia ormai tanti anni fa con i propri figli, legati a doppio nodo alla loro madrepatria. Negli occhi scuri e brillanti di Miriam, si rispecchia l’appartenenza forte a una comunità numerosa sul nostro territorio, probabilmente quella più unita e integrata.
Nel tentativo di sconfiggere reticenze e pregiudizi abietti e malsani, attraverso i piatti che via via venivano presentati, sono stati snocciolati tanti argomenti. Dal velo, il hijab tipico delle donne del Marocco, alla moderna monarchia costituzionale del re Mohammed VI, passando per le curiosità estetiche e valoriali dell’henné. E come è avvenuto nell’appuntamento del 12 dicembre in occasione della cena interculturale Italia-Russia, anche per questa cena, il servizio di ricezione e di cucina è stato affidato all’Istituto Professionale Alberghiero di Rossano, diretto dalla professoressa Pina De Martino. In cucina, la squadra capitanata dall’ormai noto professore Bloise e dal suo collega Campolongo ha istruito gli allievi di alcune classi durante la preparazione dei piatti, mentre in sala e alla reception hanno lavorato altri alunni delle classi I, II, III e IV, egregiamente seguiti dai professori Pastore e Grosso. Un menu ricco e variegato, come variegati erano i profumi e i colori che adornavano ogni piatto, a partire dai briouats (aperitivo salato) e dalla salad (insalata costituita da riso e verdure bollite, che non è considerata un contorno come nella nostra cucina, bensì un’introduzione alla cena). Sono stati rispettati tutti i riti, come il lavaggio delle mani prima della portata di carne, durante il quale i ragazzi hanno offerto con elevata compostezza la boule con l’acqua agli ospiti, che si sono prestati senza reticenze. «Il pollo con le patate ‒ racconta Miriam ‒ si consuma di sabato, mentre sono precise le norme che vengono seguite per la macellazione della carne affinché il fedele musulmano possa consumarla».
Un momento di particolare interesse è stata la sfilata di alcuni allievi che indossavano l’abito tipico maschile mentre presentavano il tajine, il piatto tipico di terracotta, che conteneva polpette di pesce. L’immancabile couscous, che ormai è entrato anche nelle nostre cucine, ha concluso la cena prima che venisse servita la shebākia, il dolce fritto usato nelle festività.
Una storia millenaria quella del Marocco, dalla musica alle testimonianze archeologiche romane, fino alla conquista araba. E tra le città più importanti, oltre alla capitale amministrativa Rabat, ci sono Casablanca, con la moschea più alta del mondo, Marrakech e Tangeri.
Le inebrianti essenze delle polveri di zafferano, cumino, cardamomo e cannella hanno accompagnato gli ospiti fino al rito del tè alla menta, considerata la bevanda dell’ospitalità. Un momento molto suggestivo è stato offerto dal padre di Miriam che, con gesti sicuri, ha versato il tè da un’altezza considerevole, centrando tutti i bicchierini, in mezzo allo stupore di tutti.
Che dire… appuntamento al prossimo viaggio culinario-avventura di “Conviviando”.
Prossima fermata a…

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