Ingenuità al Tempo del Coronavirus di Domenico Mazzullo

Ingenuità al Tempo del Coronavirus – E’ un fenomeno molto frequente e anche psicologicamente comprensibile, quello che si verifica negli esseri umani in momenti di grande difficoltà esistenziale, o materiale, fenomeno che consiste nell’affidarsi, nel confidare in strumenti terapeutici, o risolutivi in genere, non provenienti dalla Scienza ufficiale, ma da discipline, o meglio pseudodiscipline a latere, che purtroppo nulla hanno di scientifico, ma vengono, derivano, provengono da intuizioni, o teorie pseudoscientifiche che si basano su una tendenza fideistica da parte di chi vi si affida, e di fiducia acritica ed illimitata in chi tali dottrine professa e pratica.
Il discriminante, secondo il mio modesto parere, tra chi opera in ambito scientifico, tra chi fa Scienza e chi invece si affida a teorie e credenze che di scientifico non hanno nulla, o quasi è rappresentato proprio dall’atteggiamento scettico e dubitativo dello scienziato e invece e al contrario di fiducia cieca e non comprovata dalla esperienza, se non personale di chi scienza non fa e non pratica, ma piuttosto atti di fede.
Questo fenomeno c’è sempre stato e forse sempre ci sarà, come caratteristica psicologica dell’essere umano che si affida più volentieri a chi fornisce certezze assolute, anche se assolutamente non comprovate, piuttosto che confidare in chi invece, muovendosi nell’ambito della Scienza, procede lentamente, progressivamente, con circospezione, verificando ogni affermazione, sottoponendola al vaglio severo di dubbi, indispensabili, e alla certezza di prove comprovate e inattaccabili.
Psicologicamente questo fenomeno, che a prima vista potrebbe apparire assurdo e incomprensibile, diviene invece immediatamente comprensibile e spiegabile se pensiamo che in momenti di difficoltà, di incertezza, di paura, in momenti in cui tutte le certezze faticosamente costruite, sembrano vacillare, o crollare miseramente, si sente imperioso il bisogno di credere in qualcuno di avere fede in lui, di affidarsi a qualcuno che pensa per noi e si assume tutte le responsabilità che noi non vogliamo più assumerci, e che ci fornisce la confortante certezza di sapere con chiarezza la direzione verso cui muovere e dirigere i nostri passi.
Questo fenomeno altamente pericoloso a mio parere, si basa sulla concomitanza di due fattori coesistenti e che si sommano potenziandosi a vicenda, ossia il bisogno disperato di affidarsi, da parte di chi è in difficoltà a qualcuno che prospetta la sicurezza di una soluzione, e la professione di certezza da parte di chi questa sicurezza promette, senza averne i mezzi.
Nel primo si esplica il bisogno e il prevalere della dimensione emotiva su quella razionale, nel secondo la consapevolezza di questo fenomeno e l’utilizzo di esso, se si è in malafede.
Mi permetto di affermare questo perché in un momento così difficile e destabilizzante come quello che stiamo attraversando e plausibilmente è ben lungi dall’essere superato, caratterizzato inoltre da una aggressione da parte di una entità non visibile, non percepibile eppure minacciosamente presente e quindi ancor più terrorizzante, in un momento in cui le certezze scientifiche cui affidarsi scarseggiano e prevalgono le varie ipotesi, piuttosto che sicurezze comprovate, si assiste all’inevitabile proliferare di teorie, o pseudo tali che dovrebbero aiutarci a superare il disagio che stiamo vivendo e subendo, lo stress legato al repentino cambiamento degli stili di vita, la necessità di adattarci rapidamente a nuove modalità di esistenza.
Tali teorie o ripeto pseudo tali, possono risultare innocue, se vengono vissute come un gioco, o un passatempo da parte di chi una vera condizione patologica non l’ha e ha solo bisogno di rassicurazione e di fare qualcosa di confortante che lo rassicuri e lo gratifichi, ma al contrario divengono estremamente pericolose, quando invece, un vero disagio è presente e serio, sia perché non sono assolutamente in grado di risolverlo, sia perché, e ciò è ancora più grave, distolgono la persona sofferente dai veri strumenti terapeutici che invece sono utili e indispensabili alla guarigione, o almeno al miglioramento della condizione patologica.
Siccome vedo che con molta facilità vengono indicati, consigliati, raccomandati sicuri metodi per contrastare lo stress da quarantena, da auto reclusione in casa, da sindrome di intolleranza verso i propri familiari, mi preoccupo seriamente che questi pseudo metodi terapeutici, siano inutili, o più pericolosi, per i motivi illustrati prima, dello stesso male che pretendono di curare.

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